diegod56, l’arte della comunicazione

diegod56:

Ciò che spinge a scrivere non è mai un pregio, ma un difetto che cerca di darsi un po’ di stile.

Alla fine siamo tutti scemi, la differenza è lo stile di scrittura.

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bortocal15 20 agosto 2016 alle 16:15

strabello!

questo “borforisma” te lo invidio proprio.

posso ribloggare, immagino… 🙂

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diegod56 20 agosto 2016 alle 17:15

caro bort, troppo gentile, mi pare comunque che il Nietzsche abbia già espresso (ovviamente dall’alto della sua grandezza) un concetto analogo.

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bortocal15 21 agosto 2016 alle 08:02

ah, ecco. non lo ricordavo proprio. 🙂

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principessasulpisello   21 agosto 2016 alle 10:37
Ecco una bella notizia!
Buona domenica, mio caro.
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diegod56 21 agosto 2016 alle 11:31
anche a te cara Princy,
comunque lo sai che io, seppur apprezzando molto la gentilezza di chi, sopravvalutandomi, mi riblogga, sono un tipo da «poca brigata, vita beata», diciamo che preferisco amici che mi seguono in pochi ma buoni
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bortocal15    21 agosto 2016 alle 11:55
effettivamente ho una certa tendenza documentatissima a sopravvalutare le persone al primo impatto; e l’età non mi ha ancora fatto correggere questo difetto, nonostante tutto il tempo avuto a disposizione… 🙂
comunque il tempo mi dirà se ti ho sopravvalutato oppure no: per ora mi piace quello che scrivi, che leggo spesso, anche se commento poco.
mi limito a questo; di tutto il resto di quel che siamo un contatto in rete dice ben poco, e del resto è ben difficile capirsi e conoscersi anche frequentandosi nella vita reale, figurati, e ci accorge spesso e tardi di avere completamente sbagliato giudizi (nel bene e nel male) sue persone che si frequentano anche dal vivo.
ciao, eviterò di intromettermi spesso, comunque, garantito… 🙂
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diegod56 21 agosto 2016 alle 12:00
no caro Bort, tu sei già «dentro» la piccola e qualificata pattuglia
non vorrei sembrasse snobismo, il mio, è che amo la lentezza, amo chi legge con calma, con calma ci pensa su, e poi scrive
sulla nostra umana personalità, ammesso che ne abbiamo una davvero unica e non un caleidoscopio di maschere, son convinto che da quel che uno scrive capisci molto di come è, come dire, l’incontro in carne e ossa è certo un evento bello e umano, ma «scavare» nelle frasi e nei pensieri non è che non faccia conoscere qualcuno, anzi
esempio: hai mai incontrato di persona Leopardi? per quanto io e te siamo due vecchiacci, non credo proprio, eppure molto del suo pensiero entra in noi alla lettura
insomma, la parola scritta non è un surrogato, ma è la via maestra per agguantare un’anima (in senso aristotelico, eh)
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bortocal15   21 agosto 2016 alle 23:15
grazie della risposta chiarificatrice, ma vedi come e` stato facile equivocare per me in base ad una comunicazione a distanza e virtuale…
la relazione tra le persone (cioe` tra le maschere che indossiamo per riuscire ad essere qualcuno e non un caleidoscopio cangiante) e` fondata indubbiamente sulla comunicazione.
ma la comunicazione non e` solo e neppure principalmente parola (questa sopravvalutazione del verbum e` tipicamente occidentale, o greco-cristiana).
la comunicazione dei corpi, della mimica spesso inconsapevole, della voce e degli sguardi e` fondamentale per la relazione fra le persone, io trovo.
credo di avere conosciuto l’affascinante pensiero di Leopardi, indubbiamente, ed e` talmente grande che forse l’interesse per la persona Leopardi potrebbe apparire una curiosita` secondaria.
e tuttavia la persona Leopardi la troviamo nelle testimonianze di chi lo conosciuto di persona e ce lo descrive (De Sanctis, Ranieri, e quanti altri?).
la conoscenza mentale e` importante, a volte si sente persino il bisogno che resti tale, ma non la sento completa.
scusa se ho appesantito il discorso.
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dare i numeri: il richiamo della foresta.

un povero leghista buono come Buseca, fa un post a suo modo ragionato e sensato, per polemizzare con me, ma ha la cattiva idea di intitolarlo “Dare i numeri”, ed ecco che arriva di corsa un razzista bavoso a cercare di dimostrare che il più bravo a darli, i numeri, è lui.

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21 thoughts on “Dare i numeri”

 bortocal   8 DICEMBRE 2015 AT 17:57

una risposta completa ai tuoi tre commenti da me, che hai sintetizzato qui da te, si trova ovviamente nel mio blog.

qui stralcio soltanto la parte che si riferisce al titolo sarcastico di questo post sui numeri degli immigrati nel Baden Wuerttemberg: purtroppo e` inappropriato e dimostra una scarsissima conoscenza sul campo del problema.

il tasso della popolazione tedesca con retroterra immigratorio nel Baden-Wuerttemberg è di quasi il 30% (scusate, ma me ne occupavo professionalmente fino a 5 anni fa): la statistica che viene citata si riferisce soltanto a coloro che hanno mantenuto la cittadinanza straniera; si deve aggiungere quasi il doppio di cittadini di origine straniera che hanno preso intanto la cittadinanza tedesca (e, non so se è chiaro che cosa vuol dire questo aspetto del problema, che la destra ignora costantemente: la maggioranza degli immigrati, anche in Francia, hanno la nazionalita` francese: occorrerebbero delle leggi di tipo hitleriano per togliergliela e non sarebbero 6 milioni in tutta Europa, come gli ebrei).

in altre regioni della Germania (proprio quelle piurazziste, dell’ex Repubblica Democratica Tedesca, dell’Est) le percentuali sono molto piu basse, ma occorre ricordare che gli immigrati in Germania hanno cominciato ad arrivare negli anni Cinquanta e hanno ricostruito il paese dopo la seconda guerra mondiale; questo i tedeschi lo sanno, di avere un debito storico con loro.

come gli immigrati italiani ed altri hanno costruito gli Stati Uniti, fra l’altro.

i milioni di immigrati turchi, assolutamente musulmani, ma poi anche afgani e di altri paesi islamici, vivono tranquillamente in Germania da decenni; semmai sono stati i turchi ad essere ripetutamente attaccati dai nazisti locali con ripetuti incendi dolosi e molte vittime.

 Rettiliano Verace   8 DICEMBRE 2015 AT 18:06

Bortocoal, tu sei talmente islamofilo che secondo me non riesci a stare un giorno senza ciucciare amorevolmente un cazzone circonciso islamico. Quelli come te sono i “class B traitors”, gli umanisti suicidi che applaudono mentre i musulmani gli distruggono la casa, gli stuprano la moglie e gli sfondano il culo. Ti augurerei di finire a quel modo, ma probabilmente e’ il tuo sogno.

   Raphael Pallavicini   8 DICEMBRE 2015 AT 18:19

Calma calma Rettiliano Verace non appiccicare etichette a vanvera.

É molto più ragionevole e saggio di quanto possa sembrare a prima vista.

Lasciatelo dire da un polentone un po’ gnurant…. Non fare il “terün” sanguigno…. ☺

 Rettiliano Verace   8 DICEMBRE 2015 AT 18:26

Ma se e’ talmente turcofilo e islamofilo che se provi ad insultargli il profeta (piscio e merda su di lui) ti banna da quella fogna sinistroide malamente camuffata da blog…

Raphael Pallavicini   8 DICEMBRE 2015 AT 18:32

Ugh…. Bbbboni, state bbbboni… ☺

Ma tu guarda se un leghista brianzolo si deve mettere a pacificare un (quasi ex?) comunista ed un palermitano Verace….. ☺

bortocal  10 DICEMBRE 2015 AT 09:03

se tu sapessi di che cosa parli, sapresti che secondo la legge italiana, se offendi un’altra religione commetti un reato punibile a termini di legge.

e io non intendo essere complice di reati.

e se non lo sai, leggi il mio blog e troverai i riferimenti di legge.

comunque ti ho bannato dal mio blog per il tuo linguaggio e sono ben contento di averlo fatto.

Raphael Pallavicini  10 DICEMBRE 2015 AT 09:43

Io qui non banno nessuno. Casomai lo ignoro. ☺

E tu, caro il mio Rettiliano Verace, non comportarti come il peggiore degli stereotipi dei siciliani per piacere.

bortocal   10 DICEMBRE 2015 AT 09:00

quella testa di cazzo.

per questo parla di cazzi: la sua e` un’autobiografia… 🙂

Raphael Pallavicini   10 DICEMBRE 2015 AT 09:05

Mi ripeto…. Bbbboni, state bbbboni ☺

Non lasciarti tirar dentro.

bortocal   10 DICEMBRE 2015 AT 09:30

ma dai, il tuo e` un blog senza censura (a differenza del mio…).

mi piace turpiloquiare in risposta qui: pan per focaccia, ma col sorriso sulle labbra, giuro. 🙂

ma tu dici che dovrei prendermela? e perche`? 😉

Raphael Pallavicini 10 DICEMBRE 2015 AT 09:52

Il “bbbboni” dovrebbe essere una parodia di Maurizio Costanzo… ☺

Raphael Pallavicini   8 DICEMBRE 2015 AT 18:17

Beh, la popolazione immigrata in Lombardia ha tassi analoghi se tieni presente che chi arrivava dal regno delle due Sicilie di fatto arrivava da una realtà completamente estranea… Ogni paese della Brianza “felix” oramai è una semi succursale di un paese specifico della magna Grecia. Un sacco di miei amici nati qui hanno origini duo-siciliane.

C’è poi da dire che io che lavoro in edilizia gli immigrati me li cucco tutti, siciliani, Calabri, rumeni, marocchini eccetera e certo riconosco che la maggioranza sono ottime persone. Ma i musulmani osservanti hanno un’agenda che di fatto li rende cellule dormienti. Per fortuna son pochi e dobbiamo portare i tiepidi dalla nostra parte facendo gustare loro le gioie e la bellezza della civiltà europea. La battaglia va vinta non con le armi ma con l’istruzione. ☺

Rettiliano Verace   8 DICEMBRE 2015 AT 18:34

La differenza e’ che gli immigrati dalla terronia saudita sono arrivati in un momento in cui c’era bisogno di loro, e sono arrivati come immigrati economici e non come profughi. Ricordo bene i diplomati ITIS e IPSIA dei miei tempi che andavano a lavorare in Piemonte, Emilia e Lombardia per uno stipendio che per loro era un sogno, ma che per un locale sarebbe stato uno sputo in faccia. Ricordo anche i tuoi amici leghisti, e il modo in cui ci trattavano. Ora Salvini elemosina i voti al sud, e quei rincoglioniti lo stanno pure a sentire. Mah.

Comunque, la differenza e’ enorme. Il profugo si aspetta di essere mantenuto (anche perche’ spesso non parla la lingua e non ha nessuna skill utile), l’immigrante economico si aspetta di lavorare e mandare soldi a casa. Pur con le prospettive favorevoli, i quartieri colonizzati da noi terroni sono diventati delle fogne (vedi l’oltretorrente di Parma, detto anche “Nuova Cutro”), e non c’erano i problemi di alloggio che hanno i “profughi” di oggi. A tale proposito, ti consiglierei di vedere questo:

http://www.emigrantebestemmiante.blogspot.co.uk/2015/09/la-questione-dei-rifugiati-siriani.html

Ovviamente arriveranno i leccakebap con le loro solite idiozie, ma faccio presto a bannarli.

bortocal   10 DICEMBRE 2015 AT 09:18

ah gia`, dimenticavo che per un leghista anche i terroni sono stranieri…, questa mi mancava proprio! 🙂 🙂 🙂

strano che i leghisti non sappiano niente, ma proprio niente delle loro radici: il Settecento lombardo fu caratterizzato dalla lotta degli originari contro l’attribuzione dei diritti politici ai forestieri, cioe` agli immigrati delle altre regioni.

https://www.google.it/search?q=Lombardia+originari+e+forestieri&oq=Lombardia+originari+e+forestieri&aqs=chrome..69i57.7047j0j7&sourceid=chrome&es_sm=122&ie=UTF-8

https://bortocal.wordpress.com/2011/03/11/148-viva-gli-alpini-abbasso-la-lombardia-no-allitalia-disuguale/

niente di nuovo sotto il sole, eh?

per il resto, dici finalmente delle cose sagge: siciliani, Calabri, rumeni, marocchini eccetera e certo riconosco che la maggioranza sono ottime persone.

sono d’accordo con te anche quando dici: i musulmani osservanti hanno un’agenda che di fatto li rende cellule dormienti. Per fortuna son pochi.

dovresti solo fare un altro piccolo passo in avanti, ed ammettere che anche i cattolici osservanti sono cellule dormienti, che anche il cristianesimo ha la sua degenerazione nazista nelle sue radici.

e il Ku Klux Klan non e` meglio del Califfato, come ben dimostra quella biscia che ti allevi in seno. 😉

insomma la guerra (quella soltanto metaforica nel confronto delle idee, eh?) la dobbiamo fare ad ogni forma di fanatica osservanza religiosa.

perfino i buddisti osservanti del Dalai Lama stanno facendo dei progrom anti-islamici in Myanmar in questi mesi: pero` non servono al momento a nessuna propaganda e dunque la stampa cerca di non parlarne.

sul cristianesimo credo ti aiutera` un post piuttosto complesso, che ho cominciato a scrivere in Germania, ma non ho finito.

Raphael Pallavicini  10 DICEMBRE 2015 AT 10:07

Lo stato italiano è composto da molte comunità nazionali differenti. Di fatto l’Italia è tra i primi stati multinazionali (Russia, impero Austro-Hungarian) ma è certo l’unico che pretendeva di non essere multinazionale.

Grazie x i link. Aggiungo poi che la famigerata operosità lombarda pare provenire dalla tassa sui terreni che Maria Teresa d’Austria impose dopo la creazione del catasto. Chi ha detto Imu ed ICI? ☺

Sul ku klux klan non condivido affatto la tua visione. Tra i pochissimi comandamenti diretti che ha (tu diresti avrebbe) dato Gesù è “ama il prossimo tuo come te stesso”. Quelli del kkk lo violano apertamente. Quelli dell’Isis al contrario applicano le sure tarde – la 8 e la 9 in particolare – quindi sono osservanti.

Poi sugli immigrati non è che “finalmente” dico code sagge, l’ho sempre fatto. Vai a leggerti “gli onesti fregati” ed altri miei del periodo.

E btw, son proprio curioso di vedere come crederai di aver smontato l’… ☺

Rettiliano Verace 10 DICEMBRE 2015 AT 14:54

Il KKK era una organizzazione che si basava su una perversione dell’etica protestante americana, e che ha perso potere proprio per l’opposizione dei protestanti che conoscevano la loro stessa religione. Nessun cattolico, soprattutto in Europa, penserebbe a rifondare il KKK o a stabilire un movimento simile, anche perchè i razzisti violenti hanno altri ambiti in cui andare. Dire che ci sono “cellule dormienti” tra i cattolici pur di difendere il tuo amatissimo Islam è un discorso degno di un centrosocialato di 14 anni. Le cose sono due: o ti sei fatto scrivere il post dal nipote centrosocialato, oppure le uniche cellule dormienti che ci sono qui sono nel tuo cervello reso arteriosclerotico dall’età. In caso, ti consiglierei questo, un mio parente ci si è trovato benissimo:

http://www.italianhospitalgroup.it/centri.php?cid=11

Raphael Pallavicini   10 DICEMBRE 2015 AT 14:56

Perchè non ti sei fermato dopo i primi due paragrafi? Dai, santa polpetta, questo è un esempio da manuale di come passare dalla parte del torto pur avendo ragione. Comunque grazie per l’imbeccata sulle radici protestanti del KKK.

bortocal   10 DICEMBRE 2015 AT 09:38

divertente la risposta di chi dice La differenza e’ che gli immigrati dalla terronia saudita sono arrivati in un momento in cui c’era bisogno di loro, e sono arrivati come immigrati economici e non come profughi.

e`proprio vero che all'ignoranza non c'e mai limite, sopratutto per chi non si rende conto di esserlo e di parlare a vanvera: basterebbe studiare e informarsi.

i profughi che riescono a fuggire verso l’Europa dalla Siria, ad esempio, sono l’elite di un paese peraltro molto civile, a differenza di quel che pensa chi non ci e` mai stato (il sottoscritto ha visto con i suoi occhi): sono chirurghi, ingegneri, parlano molte lingue spesso (a differenza dei poveracci italiani ignoranti che li insultano).

non a caso la Germania si piglia i profughi migliori e li inserisce nel proprio contesto sociale e produttivo, arricchendosi delle loro competenze; gli altri li lascia a noi…, che siamo piu` adatti a prenderceli, con la nostra cultura mafiosa e le tutele per i delinquenti di ogni provenienza od origine.

i profughi poveracci invece restano li` dove sono, sotto le bombe e gli attacchi dei tagliagole, o al massimo si trascinano in Turchia o in Libano e in Giordania (dove ce ne sono due milioni, oltre agi altri milioni di profughi palestzinesi creati da Israele anni fa).

qualcuno peraltro mi dovra` spiegare che cosa vuol dire esattamente odiare sia i tagliagole sia le loro vittime…

Raphael Pallavicini  10 DICEMBRE 2015 AT 09:51

Direi che concordiamo su tutta la linea. ☺

Che ti sembrerà strano assai ma mi pare proprio sia quella della Lega Nord. Davvero, la Lega era quella che chiedeva le impronte digitali e l’identificazione anche coatta di chi arrivava che sono proprio le stesse cose che chiede la Comunità Europea e per le quali ci stanno per multare.

Chiede anche che l’immigrazione sia “integrabile” nel tessuto socio economico e questo significa limitare e selezionare i flussi, proprio come fa la Germania.

Io talvolta mi scaldo e stigmatizzo il comportamento tedesco ma sarebbe anche il comportamento di un governo leghista…

Tu che sei addentro più di me nelle questioni mediorientali hai capito perché l’Arabia Saudita non si sta prendendo i siriani “colti”? In teoria ne avrebbero solo vantaggi: d’immagine, economici anche nel breve periodo. Come mai non ne accolgono? Sono di una differente setta dell’islam?

Rettiliano Verace   10 DICEMBRE 2015 AT 15:13

Nonno, io sono uno di quei terroni emigrati al Nord quando c’era il boom dell’economia e servivano diplomati ITIS e IPSIA per le vostre fabbrichette (tutte chiuse, ora, e ne sono contento). So perfettamente di cosa parlo. Tu a quei tempi eri un parassita statale nella scuola, cosa ne puoi sapere? Ai tempi c’era una fame assurda di tecnici (meccanici, idraulici, elettricisti, geometri e simili), dato che al Nord c’erano solo analfabeti e laureati. Siamo venuti in massa dalla terronia e vi abbiamo dato il sangue per fare andare avanti quelle vostre fabbrichette, ma solo perchè ci avete chiamati dato che ne avevate bisogno. I profughi sono una cosa completamente diversa, quelli hanno bisogno di assistenza e in molti casi hanno ben poco da dare (i professionisti sono uno su cinquanta. In generale sono poveracci analfabeti). Ma come spiegare questa differenza a uno che ha mangiato soldi statali tutta la vita?

Raphael Pallavicini   

Ma quanti anni hai, Rettiliano?

E non rispondere dodicimila…. 🙂

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qui provo a postare questo commento, ma si vede che il Buseca, alias Rapahael Pallavicini mi ha appena bannato, oppure è successo quacos’altro di informatico, e non ci riesco.

quindi lo posto qui:

non guardo la tv, e tantomeno Costanzo.

io dico soltanto che se uno lascia offendere qualcun altro sul suo blog, lo offende assieme all’offensore diretto.

ovviamente ciascuno gestisce il suo blog come gli pare, però a me non piace stare vicino alla puzza.

scusami, sono disposto a discutere soltanto a casa mia, dove non ci sono persone moleste.

e comunque ho giusto una stanza di servizio per le operazioni sporche: https://bortocommenti.wordpress.com/

la Germania e il lato B di liberthalia.

https://liberthalia.wordpress.com/2015/06/14/il-piano-b/#comment-54419

trovo questo paludatissimo post sostanzialmente indegno e storicamente vergognoso, ma non ho voglia di sprecare il fiato ad argomentare perché.

spero piuttosto che cestinerai il commento e non me ne lamenterò neppure.

Sendivogius giugno 14, 2015 a 20:57

Non si fanno le frittate senza rompere le uova.

Se dovessi piacere a tutti, finirei col non accontentare nessuno.

bortocal giugno 14, 2015 a 21:05

però partecipare al coro incolto che fa razzismo anti-tedesco mi pare proprio il contrario di quel che dici: facile popolarità a poco prezzo.

Sendivogius

Furbescamente, potrei obiettare che mi sono limitato a citare soltanto alcune considerazioni di Thomas Mann, ma sarebbe troppo facile. E non offenderò la tua intelligenza con trucchi da prestigiatore…

Più semplicemente, mi chiederei come mai questo sentimento (razzismo è un’altra cosa) anti-tedesco sia così radicato e diffuso, soprattutto a livelli ben più elevati e colti di quanto sia il sottoscritto; che no, non cerca popolarità a poco prezzo. Altrimenti si occuperebbe di gossip e condirebbe il tutto con un’abbuffata di tette.

E soprattutto mi chiederei se tale ostilità sempre più diffusa sia solo il frutto di un pregiudizio abilmente manipolato, in un grande fraintendimento su scala continentale.

P.S. Per inciso, io non ho assolutamente nulla contro i tedeschi; piuttosto, guardo criticamente a certa ideologia tedesca…

bortoround giugno 15, 2015 a 07:45

è ovvio che le parole di Mann sono inattuali e riguardano una Germania che non esiste più, di qui l’enorme scorrettezza di usarle oggi totalmente fuori contesto – cosa che francamente mi ha meravigliato in un blogger come te e considerando la qualità di quel che scrivi di solito.

quanto alle origini del razzismo anti-tedesco non è difficile accorgersi che, nel suo piccolo, ha le stesse origini di quello alimentato dai nazisti contro gli ebrei, cioè si muove a partire dall’invidia sociale contro un gruppo che appare fortunato perché capace.

mi domando se si possa essere critici anche molto duri di certi aspetti della politica tedesca, come sono io (sto dalla parte dei greci, oggi, per essere chiari), senza scadere nel razzismo contro quel popolo, mascherato da critica delle ideologia “tedesca” (bella differenza! anche i nazisti che l’avevano soltanto con la cultura ebraica e il Protocollo dei savi di Sion…).

credo sarebbe molto più corretto peraltro dire che la politica sociale ed economica che i tedeschi nella loro maggioranza stanno sostenendo è la stessa che governa tutto il mondo, per cui prendersela con loro soltanto mostra chiaramente che ci si sta prestando ad una mistificazione a favore del potere reale degli iper-plutocrati senza nazione che stanno spolpando il mondo.

Sendivogius giugno 15, 2015 a 14:13

Per quanto si possa credere il contrario, ho un profondo rispetto per il senso di appartenenza e le radici culturali che contraddistinguono il pensiero dei singoli in un contesto più ampiamente collettivo.

Perciò troverei surreale aprirehic et nunc un’inutile polemica sui ‘caratteri nazionali’, che assumerebbe toni macchiettistici.

Tuttavia, permettimi di dirti che paragonare la persecuzione (e sterminio fisico) degli ebrei alle polemiche e le critiche rivolte alla Germania, che non implicano certo le valutazioni pseudo biologiche e fisiognomiche proprie del razzismo, è un’abnormità fuori luogo che rischia di rasentare il ridicolo.

Comprendo certo ‘spirito tedesco’ (sit venia verbo!), ma non capisco perché se si critica il sistema tedesco si tratta di “invidia sociale”, mentre se si fa lo stesso con certa politica statunitense allora si parla di “denuncia anti-imperialista”. Il ché rischia di diventare un giochino molto ‘peloso’… Ci sono già passati in parecchi: contesti il Governo italiano (Berlusconi, Monti e ora Renzi)?!? E allora sei “disfattista” e “anti-italiano”; ovvero “gufo” e “rosicone”. Contesti la repressione israeliana nei territori occupati della Palestina?!? E allora sei “anti-semita”…

La definizione cambia a seconda dell’attore politico, ma la tecnica è sostanzialmente la stessa. E serve a silenziare le ‘dissonanze’.

“..credo sarebbe molto più corretto peraltro dire che la politica sociale ed economica che i tedeschi nella loro maggioranza stanno sostenendo è la stessa che governa tutto il mondo..”

Verissimo! Ma poi i “tedeschi”, o sarebbe meglio dire i loro governanti (che poi è elite politico-finanziaria) ci mettono molto del proprio…

Le politiche del “rigore” coi dogmi della “austerità” elevata ad una specie di pedagogia sociale per la rieducazione delle “cicale latine”, per un’economia tutta incentrata sulle esportazioni, è peculiarità molto ‘tedesca’ (e questa sì che rasenta tratti razzistici nelle valutazioni ‘etniche’) e non costituisce certo una novità: è una conseguenza psicologica della Repubblica di Weimar e gli americani se ne lamentavano già 30 anni fa (vedasi Pierre Salinger), reputandola nociva per la crescita. Ma ne parlava a suo modo già Machiavelli un mezzo millennio fa, a dimostrazione che certi tratti “culturali” permangono eccome nell’identità strutturata di un popolo….

La fissazione tutta teutonica su rigore, riduzione del debito a tappe forzate, austerità, la struttura tecnocratica della Banca Centrale (incentrata sul modello della Bu.Ba)… sono i dogmi della UE. E non è un mistero che ogni tentativo di derogare o rivedere tale aspetto ha sempre incontrato la ferma opposizione del governo tedesco e dei suoi apparati finanziari, con gli eccezionali risultati di far piombare l’intero continente nella peggior recessione della sua storia recente. Non si capisce bene a che titolo, Francoforte ha messo il suo veto persino all’acquisto dei titoli di stato sui mercati secondari, ha sempre negato ogni deroga fiscale anche quando la situazione per gli altri stati diventava insostenibili, e si è preoccupata sistematicamente di scaricare le armi della Banca centrale europea, favorendo di fatto la speculazione finanziaria sui titoli sovrani degli altri partners europei (e suoi principali competitors commerciali nell’ambito delle esportazioni), almeno fino a quando Draghi non si è deciso a tirare fuori il famoso “bazuka” con grande contrarietà del governo di Berlino. Non per niente, la severità e l’intransigenza tedesca serviva più che altro a proteggere l’esposizione ed il rientro in emissioni periferiche delle banche teutoniche, che grazie al cambio fisso e l’euro forte (un anomalia assoluta in caso di recessione) drenava capitali e liquidità dall’altra esternalizzava le perdite accollando le esposizioni bancarie al fondo Salva-Stati.

Potrei parlare dei trucchetti contabili che questi “virtuosi del rigore” (a casa degli altri) applicano sfacciatamente in virtù di un’acquisita posizione di forza:

Dal surplus commerciale nella bilancia dei pagamenti (esplicitamente sanzionata nei “sacri” trattati europei e mai contestata); la distinzione tra “debito esplicito” e “debito implicito” (in cui rientra la spesa sanitaria e previdenziale che in tal modo viene defalcata dal deficit) nella definizione del bilancio nazionale che la Germania applica per far quadrare i propri conti, ma NON nel caso degli altri paesi UE.

La sistematica violazione dei “parametri di Maastricht” ogni volta che conviene a Berlino, a partire dalla deroga dei vincoli all’indebitamento.

L’anomalia davvero tutta tedesca delle Landesbanken (e delle Sparkassen), strumenti del peggior clientelismo politico e affaristico, con spaventosi buchi di bilancio ed insolvenza fiscale, con patrimonializzazioni spesso gonfiate o fittizie: un sistema di banche locali che sfugge ad ogni controllo in ambito comunitario e che (caso unico in Europa!) NON sono soggette ai draconiani stress-test della BCE.

Potrei continuare, parlando dei debiti di guerra mai saldati dalla Germania (a partire dal 1918) a proposito di quella storia dell’ottemperamento degli “obblighi”… Questo perché, fatta l’eccezione, per tutti gli altri i debiti vanno sempre pagati senza dilazioni né sconti.

Intendiamoci, tutti gli stati perseguono egoisticamente i propri interessi, ma è insopportabile quando questi si atteggiano ipocritamente a “moralizzatori” dell’etica altrui…

In tutto ciò, il “razzismo anti-tedesco” c’entra ben poco, per non dire nulla.

bortocal giugno 15, 2015 a 14:26

vedi dove è il tuo errore e lo spreco di tutta la tua intelligenza?

questa politica economica è del Fondo Monetario Internazionale, mica dei tedeschi.

il governo tedesco è un esecutore come tutti gli altri, quel che ci mette di colorito locale non è la sostanza del problema, che sta altrove.

è grave prendersela col nemico sbagliato.

però sta bene rilanciare i nazionalismi, dai.

magari una bella guerra, anche solo economica, alla Germania potrebbe essere risolutiva, non trovi?

considerando che quasi quasi, a sentire te, è colpevole anche della crisi del 29…

scappa da ridere a leggere questa descrizione dei tedeschi come il male del mondo dal tempo di Machiavelli in poi…

ma poi perché non ricordare Druso, allora, e la fine dell’impero romano?

insomma la perfida Germania al posto della perfida Albione, ma la sostanza di una propaganda dai toni fascistoidi non cambia, da parte italiota.

Sendivogius giugno 15, 2015 a 15:16

Il “tedesco medio” (chiamiamolo così) sa poco o nulla di quello che vanno combinando i suoi governi. A livello politico, sono persino più ignoranti di un italiano e passano il tempo crogiolandosi compiaciuti del loro nuovoWirtschaftswunder, senza farsi troppe domande. Questa almeno è l’impressione che ho potuto ricavare io, ascoltando i tedeschi che conosco e che frequento: cosmopoliti, poliglotti, di cultura medio-alta.

Riguardo al “nazionalismo”… sì lo vivono in maniera molto più viva e convinta rispetto a noiitalioti fascistoidi.

In merito al FMI, questo non avrebbe MAI dovuto essere coinvolto in vicende interne squisitamente europee che avrebbero dovuto essere prerogativa esclusiva delle istituzioni comunitarie. Il coinvolgimento del FMI segna tutta l’inconsistenza (ed il sostanziale fallimento) della UE. Per onor del vero, la Germania, o meglio la Bu.Ba., almeno in origine era profondamente contraria all’intervento del FMI, ma non per le ragioni che si possono credere…

En passant, faccio notare che l’unica ad aver scatenato una sorta di guerra economica contro i suoi stessi “alleati” (e rivali commerciali) finora è stata la Germania. In tal senso, l’accanimento con cui viene portata avanti la strafexpeditioncontro la Grecia costituisce un monito a livello continentale.

In quanto alla Selva di Teutoburgo, Tiberio, Druso e la campagna dell’Elba, la quasi totalità degli italiani non sa nemmeno di cosa parliamo, mentre molti tedeschi in vena di romanticherie ancora si masturbano pensando ad Arminio (pardon! Harmin).

Giusto a proposito di nazionalismo.

bortocal

devi essere un accanito lettore di Bagnai: noto delle precise influenze stilistiche ai confini del plagio.

e, alla luce della mia esperienza di vita in Germania non posso che compatire entrambi: il razzismo si nutre sempre dell’ignoranza.

Tra le mie letture posso contemplare Joachim Fest, Theodor Mommsen, Wolfgang Kunkel… Peter Fritzsche ed Eric Weitz… ovviamente Thomas Mann, ma anche Schopenhauer, Nietzsche, Max Stirner… e pure Marx o Goethe… Ma non il prof. Bagnai che non è mai rientrato tra i miei ‘romanzieri’ preferiti.

Invece, nella mia infinita ignoranza di italiota e fascistoide e razzista e anti-tedesco e pure antisemita (non ci facciamo mancare nulla!) e quanti altri titoli ancora vorranno essermi attribuiti.. consiglierei vivamente di rileggere la definizione di “razzismo”, giusto per sapere di cosa parliamo, magari insieme a quelle divertenti espressioni di umorismo teutonico che noi walschen non siamo assolutamente in grado di cogliere tanto siamo primitivi.

* * *

purtroppo io parlavo di esperienza di vita, e mi si risponde citando i molti libri letti, come se le molte letture non potessero anche portare a molta confusione.

per il resto la risposta gioca sporco mirando a confondere le carte; e lasciamo perdere per favore le due citazioni.

penoso.

* * *

poteva mancare in questo dibattito la voce di un altro sinistro confuso, marxista e nazionalista, internazionalista ma sciovinista?

eccolo, Mauro Poggi! con una osservazione cosi` insensata che la lascio senza risposta.

ma non perdetevi la farsa successiva sui refusi, che si tirano l’uno con l’altro come le ciliegie, evidentemente,

Ottimo.
Leggendo i commenti o ritrovato un’espressione che ai tempi di Monti, in TV, aveva avuto un certo successo (fino a diventare un meme) e che speravo scomparsa: “invidia sociale”, che nasce nei confronti di un gruppo “fortunato perché capace”.
Secondo questa interpretazione, squisitamente orwelliana, il famoso 1% è meritatamente in cima alla piramide per virtù congenite e il 99% che sta sotto vi si trova per congeniti vizi capitali – tutti e sette, immagino. Il che implica che il 99% dovrebbe prendere atto del fatto che esiste una giustizia nel mondo, che premia i “capaci” e castiga gli “incapaci” (qualunque sia il significato che si vuole attribuire a questi due termini), farsene una ragione e accettare serenamente il proprio karma.
Se non succede è solo perché fra i vizi capitali alligna, manco a dirlo, quello dell’invidia, che nel caso specifico diventa “invidia sociale”.
Ecco come una nozione altamente etica come l’esigenza di equità sociale può essere trasformata, con una delle piroette semantiche a cui ci stiamo purtroppo abituando, in una rappresentazione mentale peccaminosa.
Senza nemmeno renderci conto che essa implica, quella sì, una buona dose di razzismo.

PS Ti segnalo un refuso: “… la pioggia di scandali e ruberie a non finire, che rischiano di far sembrare il PSI craxiano un partito di REprobi…” ovviamente il PSI craxiano al confronto rischia di sembrare un partito di probi.

Mauro Poggi giugno 16, 2015 a 12:34

“Ho ritrovato”, mannaggia ai refusi…

Sendivogius giugno 16, 2015 a 12:52

Vedi i lapsus?!?

Qualcuno direbbe che il pregiudizio ha prevalso sul giudizio..;)

In quanto al nostro amico Bortocal, che ogni volta gli nomini ‘invano’ il nome della Santa Germania schizza su come una biscia a cui venga tirata la coda, credo più che altro sia un atto di devozione e amore cieco a quella che evidentemente considera sua patria d’elezione.

E questo è qualcosa di molto ottocentesco, molto più prossimo a Fichte che ad Orwell… roba da “Discorsi alla nazione tedesca”.

.

Ottimo.
Leggendo i commenti o ritrovato un’espressione che ai tempi di Monti, in TV, aveva avuto un certo successo (fino a diventare un meme) e che speravo scomparsa: “invidia sociale”, che nasce nei confronti di un gruppo “fortunato perché capace”.
Secondo questa interpretazione, squisitamente orwelliana, il famoso 1% è meritatamente in cima alla piramide per virtù congenite e il 99% che sta sotto vi si trova per congeniti vizi capitali – tutti e sette, immagino. Il che implica che il 99% dovrebbe prendere atto del fatto che esiste una giustizia nel mondo, che premia i “capaci” e castiga gli “incapaci” (qualunque sia il significato che si vuole attribuire a questi due termini), farsene una ragione e accettare serenamente il proprio karma.
Se non succede è solo perché fra i vizi capitali alligna, manco a dirlo, quello dell’invidia, che nel caso specifico diventa “invidia sociale”.
Ecco come una nozione altamente etica come l’esigenza di equità sociale può essere trasformata, con una delle piroette semantiche a cui ci stiamo purtroppo abituando, in una rappresentazione mentale peccaminosa.
Senza nemmeno renderci conto che essa implica, quella sì, una buona dose di razzismo.

PS Ti segnalo un refuso: “… la pioggia di scandali e ruberie a non finire, che rischiano di far sembrare il PSI craxiano un partito di REprobi…” ovviamente il PSI craxiano al confronto rischia di sembrare un partito di probi.

vincent giugno 16, 2015 a 13:30

siete diventati grillini??? le h davanti la a di ha che fine hanno fatto? dopo le straordinarie vittorie di Porto Torres e Gela siete stati tutti contagiati da zombismo virale?

vincent giugno 16, 2015 a 13:30

PS vedo che hai correto, furbacchione!

Sendivogius 

Una buona abitudine è rileggere sempre ciò che si scrive..;) Nonostante tutto, saltano fuori refusi a non finire (specialmente nel mio caso, visto che ho il ‘vizio’ di formulare e scrivere i pensieri a presa diretta). Una revisione di testo si rende necessaria, soprattutto considerando la ‘severità’ e l’attenzione dei miei interlocutori..:)

non mi sento per niente amico dei pessimi intellettuali che mescolano la critica politica con i pregiudizi sciovinisti e ho l’abitudine di contrastare per quel che sta in me ogni forma di pensiero di questo genere contro chiunque sia rivolta, tedeschi o rom, arabi o ebrei, perfino italiani se occorre.

purtroppo il dilagare dei pregiudizi razzisti in Italia sembra inarrestabile e la responsabilita` e` anche di gente come te o come Mauro Poggi, che pero` almeno di solito si astiene dai toni grevi che usi tu.

quanto alla mia patria d’elezione, sia detto una volta per tutte, e` il mondo, e spero che nel ricco corredo delle tue citazioni questo possa ricordarti qualcosa.

Non chiederò, di grazia, quali siano mai questi “toni grevi” di cui farei così tanto uso.
Non sono io quello che è impastato di sciovinismo e, tanto per essere grevi, questa storia del “razzismo” sta incominciando a solleticarmi gli zebedei che iniziano a girare.
Sono una persona tollerante, ma l’imbecillità quando viene reiterata con la petulanza dell’ottusità alla lunga mi irrita.

In quanto alla citazione nascosta… ti riferisci a Seneca?!? Quello che dal suo “cantuccio” praticava l’usura e complottava contro Nerone, nel momento in cui il giovane principe aveva cessato di essere un pupazzo nelle sue mani?

A proposito di sciovinismo, spero che questa germanofilia acritica ed esibita, sia stata almeno ricompensata con la concessione della cittadinanza tedesca. In tal caso, una simile adesione incondizionata, nell’identificazione assoluta con tutto ciò che fa “Germania”, avrebbe un senso logico e dunque una spiegazione concreta.

Auf Wiedersehen mein Herr!

* * *

STORNELLI D’ESILIO

(testo di P. Gori sull’aria della canzone toscana Figlia campagnola – 1895)

O profughi d’Italia
a la ventura
si va senza rimpianti
né paura.

Nostra patria è il mondo intero
e nostra legge è la libertà
ed un pensiero
ribelle in cor ci sta.

Dovunque uno sfruttato
si ribelli
noi troveremo schiere
di fratelli.

Sempre a proposito di razzismo, chiederei a Bortocal – che è in posizione privilegiata per poterlo verificare – se è vero che Der Spiegel ha pubblicato il 23/1/2012 questa bella riflessione:

“Siamo sinceri: qualcuno si è meravigliato che il capitano coinvolto nella tragedia della Costa Concordia fosse italiano? Qualcuno riesce ad immaginare che un capitano tedesco o, meglio ancora, uno britannico avrebbero potuto compiere una tale manovra, comprensiva di omissione di soccorso?
Un personaggio così lo si conosce in vacanza al mare. E’ un uomo dalle azioni plateali e che gesticola mentre parla. In linea di massima si dimostra innocuo, ma non lo si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti. Fare “bella figura” si chiama lo sport nazionale italiano che consiste nel dare una buona impressione di sé. Anche Francesco Schettino voleva fare bella figura, ma si è trovato in mezzo uno scoglio”.

Il seguito qui:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/larticolo-che-ci-da-degli-schettino/186596/

Oppure se quella che linko è una sufficientemente fedele traduzione di una interessante analisi storica apparsa su Die Welt nel 2010 circa la dubbia purezza etnica dei greci odierni:

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=11984&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter

Sendivogius giugno 17, 2015 a 17:34

Ohh ma in realtà si tratta solo di un’altra tipica espressione di quella raffinata satira dai risvolti antropologici, che piace tanto oltre il Reno e che noi latini fascistoidi e razzisti proprio non riusciamo a capire né ad apprezzare.

P.S. Preferisco nonostante tutto la cialtroneria di quei fanfaroni da spiaggia “dalle azioni plateali e che gesticolano mentre parlano” per l’appunto perché “in linea di massima si dimostrano innocui“, rispetto alla lucida follia e la calcolata freddezza dei rigorosi, seriosi, e ben più letali Andrea Lubitz; giusto a proposito di gente che MAI “si dovrebbe fare avvicinare troppo ai macchinari pesanti“.

bortocalgiugno 17, 2015 a 19:34

non devo fare fatica a consultare niente: il primo pezzo lo sottoscrivo completamente e ho scritto a suo tempo cose del tutto simili: lo sottoscrivo non perche` comparso su un giornale tedesco, ma perche` questo e` il giudizio mondiale, a mio parere ampiamente giustificato, su alcune caratteristiche della nostra cultura nazionale, della quale sarebbe bene prendere coscienza in chiave autocritica.

quanto al secondo pezzo, mi sfugge veramente il senso della citazione: tu hai presente quanti articoli chiaramente razzisti escono quotidianamente sulla stampa italiana?

ti potrei segnalare singoli episodi ben piu` gravi di questo di razzismo anti-italiano in Germania, come quando in una trasmissione televisiva si e` usato per noi il verbo fressen, che indica il mangiare degli animali, anziche` essen che si usa per gli uomini.

c’e` stata pero` una fortissima reazione dell’opinione pubblica, che in Italia in casi simili non vedo MAI, men che meno quando si offendono i tedeschi, e posso capirne le ragioni storiche, per quanto improprie visto che la Germania di oggi e` ben diversa.

ricordo che quando Borghezio cerco` di portare a Koeln una manifestazione razzista europea, qualche anno fa, con 2.000 persone, l’iniziativa fu impedita da una manifestazione di 200.000 persone guidate dal sindaco cdella citta`.

sogno di vedere prima o poi in Italia qualcosa del genere.

anche se certamente il razzismo sta avanzando anche in Germania, come in tutta Europa.

ma anche il recente movimento anti-immigrati sviluppatosi soprattutto in Sassonia ha raccolto alle elezioni risultati ben piu` modesti di quelli che posizioni simili raccolgono da noi.

del resto siamo il paese con l’opinione pubblica piu` razzista d’Europa:

https://bortocal.wordpress.com/2015/06/14/qual-e-il-paese-piu-razzista-deuropa-sondaggiopew-287/

ma il senso del mio intervento era un altro: volevo capire se vogliamo criticare la politica attuale dell’Unione Europea perche` e` tedesca o perche` fa gli interessi della grande finanza, che non ha nazione, e viene del resto sostenuta da forze trasversali nei diversi paesi, mica solo dalla Merkel, ma anche da Renzi, Cameron e Hollande.

quanto alle preferenze individuali per le diverse culture ognuno ha diritto a manifestare le proprie, purche` non alimenti l’odio per chi fa scelte diverse dalle sue: io al mafioso italiano preferisco un tedesco con le sue rigidita` perbeniste, ma non mi sogno per questo di insultare chi ha gusti diversi dai miei.

Sorvolo su tutto il resto ed entro esclusivamente nel merito del tanto strombazzato sondaggio, pubblicato nella sidebar di destra dei quotidiani on line… quella inzeppata di gattini pucciosi e gossip per incrementare i clic.
Faccio notare per l’appunto che si tratta di un sondaggio e che in quanto tale NON HA ALCUNA VALENZA STATISTICA. Altrimenti dovrebbe avere una specifica nota metodologica e rispondere a criteri di scientificità. Ed essendo capzioso e rispondendo a necessità puramente sensazionalistiche, viene pure interpretato e stiracchiato secondo convenienza. Se un simile sondaggio avesse mai un qualche valore (e non ne ha nessuno), a leggere i dati, rapportandoli alla presenza di stranieri o alle minoranze ospitate nei singoli paesi oggetto della ‘consultazione’ se ne può facilmente convenire che il paese più razzista d’Europa sarebbe la Polonia. E giusto perché tra gli stati scelti non compare l’Ungheria.
Ma tant’è, in Italia anche la matematica fa opinione.

bortocalgiugno 17, 2015 a 20:10

non rispondevo a te.

sicuro di non avere copiato l’ultima frase da un quotidiano tedesco?

ammiro la tua spericolata tecnica di discussione e il tuo amore per il pericolo.

come non hai dubitato che dandomi dell’imbecille ottuso chi mi conosce potesse pensare che l’imbecille sei tu, cosi` ammiro l’incapacita` di rileggerti per rilevare dove i toni grevi hanno ecceduto la misura del buon gusto e della buona educazione.

se poi vuoi sapere la fonte della citazione che hai attribuito a Seneca (anche se forse alla lontana risale allo stoicismo antico, in effetti), incazzandoti in modo ridicolo anche con lui, vai pure sul mio post e avrai la risposta.

Cos’è?!? Vuoi darmi lezioni di bon-ton?

E’ assolutamente lecito e legittimo, che qualcuno non gradisca o condivida ciò che scrivo.
Ed è un suo diritto, ovviamente nelle dovute maniere, farmelo sapere…
Se mi critica dandomi del “razzista”, in un contesto completamente fuori luogo e senza sapere nulla di me, dimostrando con ogni evidenza di ignorare il significato della parola razzismo, il sospetto di avere a che fare con un “imbecille” mi sovviene eccome. Ma solitamente è un’impressione che non esplicito, tenendola per me.
Se poi lo stesso, ogni due righe e qualsiasi cosa scriva, continua a ripetermi a pappagallo e come un disco rotto “razzista-razzista-razzista“, il sospetto allora diventa una certezza.
Se sempre lo stesso trova pregiudizialmente razzista parlare di differenza tra debito esplicito ed implicito, surplus commerciale, e cambi monetari… senza mai entrare nel merito dell’oggetto, allora non è solo imbecille. E’ anche ottuso.
Se continua imperterrito con le sue piccole ‘provocazioni’, allora sì: succede che mi possa anche irritare.
“Incazzarmi” invece no, ti assicuro proprio no. Quando ciò accade, solitamente mando a fare in culo il mio interlocutore senza troppi giri di parole. Lineare e diretto.
In genere, a buon intenditore poche parole.

In quanto a “buon gusto” e “buona educazione” li lascio ai tuoi amici a 5 stelle: dei veri esperti in materia.

“..se poi vuoi sapere la fonte della citazione..”

No, non me ne potrebbe fregar di meno.
E qui chiudo, perché non ho altro da aggiungere.

Sono sicuro che a far la conta dei giornalacci razzisti fra italia e Germania ce la batteremmo alla grande. Qui però parliamo della rivista tedesca con maggior tiratura in Germania, e di uno dei più importanti quotidiani tedeschi; non stiamo parlando – che so io – dell’equivalente della Padania.

Ma per quanto mi riguarda il discorso finisce qui.

Dal momento infatti che il signor Bortocal sottoscrive orgogliosamente e completamente il pezzo di Der Spiegel, l’atteggiamento culturale che esprime diventa eloquente.
Confesso che non mi sorprende, ma – come dire? – è del tipo che non mi stimola, intellettualmente parlando.
La sindrome è quella dell’autorazzista più zelante dei razzisti stessi, perché inconsciamente spera di essere escluso dal novero dei discriminati e farsi accettare nel consesso dei discriminanti.

Rivelatrice in questo senso la chiusa relativa alle sue preferenze, dove la scelta è tra “mafioso italiano” e “tedesco perbenista”, quasi non esistessero altre alternative. Un lapsus, ma significativo..

Avendo nella mia vita frequentato quattro continenti su sei, lo tranquillizzo: posso affermare che si tratta di una patologia abbastanza comune, tragica in tempi minacciosi, solo patetica in tempi più tranquilli.

bortocal giugno 17, 2015 a 20:56

be`, ma io credo che tu Repubblica e Il Fatto Quotidiano li legga no? basta pensare che il secondo ospita come collaboratore fisso Bagnai…

se chi cerca di migliorare la cultura della societa` in cui vive sottoponendola a critica e` un autorazzista, sto volentieri nel mio piccolo in compagnia di Leopardi o Gramsci, per citare soltanto i maggiori, e ti consiglio una veloce rilettura quanto meno del Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani.

http://www.leopardi.it/discorso_stato.php

un altro maledetto autorazzista, maledizione!

ma effettivamente il discorso e` molto poco stimolante e per me lo chiudo qui: istruttivo soltanto su come, dietro posizioni apparentemente molto vicine politicamente, si nascondano differenze antropologiche insormontabili e atteggiamenti che non si sopportano reciprocamente.

bortocal

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/06/15/news/io-sfruttato-dalla-mafia-in-germania-vi-racconto-la-mia-storia-di-fuga-dall-italia-1.216957?ref=huffpo

il fatto e` che queste situazioni io le ho conosciute di persona e abbastanza direttamente, chi scrive qui dentro no.

ed e` inutile dare lezioni di bon ton in questo contesto (parlando anche di questo blog).

buseca, i palestinesi mai esistiti.

https://buseca.wordpress.com/2015/04/07/9000-photographs-from-1800s-palestine-israel-with-no-trace-of-palestinians/

ma come si fa a ripubblicare una puttanata simile? questo articolo supera ogni immaginazione: e` puro delirio.

il fatto che i fotografi fossero poco interessati a riprendere la popolazione locale significa forse che non esisteva?

chi viveva in Palestina prima dell’arrivo degli ebrei moderni?

chi abitava le citta`?

pochi ottomani?

verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

La Gran Bretagna espresse con la dichiarazione di Balfour del 1917 l’intenzione di creare in Palestina, un focolare nazionale (“national home”) che potesse dare asilo non soltanto ai pochi ebrei di Palestina che già vi abitavano da secoli, ma anche agli ebrei dispersi nelle altre nazioni.

La questione fu comunque molto combattuta, da cui la scelta del termine ambiguo “national home” che non richiamava direttamente alla costituzione di uno stato e l’esplicito riferimento ai “diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina” che non dovevano essere danneggiati.

Nel censimento del 1922, a 5 anni dalla dichiarazione e dall’inizio dell’ondata migratoria che ne era conseguita, la popolazione ebraica era di 83.790 unita su un totale di 752.048 persone, pari all’11,14% della popolazione totale, di poco superiore come dimensioni alla comunità cristiana di 71.464 unità, e inferiore alla comunità di nomadi beduini di circa 103 331 persone.

da wikipedia

Pippozio e la biblica ignoranza.

Raphael Pallavicini ripubblica sul suo blog Buseca il mio post siamo tutti kenioti, adesso? – 155. con questa premessa:

Quello che sto per scrivere è assai politicamente scorretto ma in questo diario difficilmente lo sono stato:

I morti kenioti valgono meno, molto meno dei francesi di Charlie Hebdo precisamente perché sono cristiani.

I vignettisti ammazzati e le altre vittime di Charlie hanno avuto la solidarietà in alcuni casi pelosa di chi si ritiene superiore per definizione e per schieramento politico perché erano della loro parte.

Se i vignettisti fossero stati di un ipotetico pungente periodico cattolico non ci sarebbe stata tutta la solidarietà.

Ma la mia è una supposizione che non voglio veder suffragata dai fatti perché purtroppo i morti kenioti son li a testimoniarlo: loro son stati ammazzati esattamente perché hanno creduto alla bella notizia che Dio vuole farsi vicino ed è venuto in mezzo a noi dandoci l’esempio. 

E questo in chi è traviato e affabulato dal male provoca una rabbia ed una invidia incontenibile ora come nel passato. 

Vivendo in quella che per ora è una zona sicura della civilizzazione moderna però mi chiedo cosa posso fare. 

Io lo so cosa posso fare: denunciare gli assassini che sono sempre e solo di una certa religione.

E chiedere con forza del accogliere e sostenere i perseguitati e respingere i aderenti alla religione sanguinaria che è la causa di tutte queste stragi.

E se mi dicono che questa è discriminazione io rispondo che sì, se aiutare le vittime, i deboli ed i perseguitati è discriminazione allora sì io sono uno che fa discriminazioni. 

A chi mi dirà che anche alcuni aderenti di quella religione sanguinaria son vittime io rispondo che son vittime dei loro stessi correligionari, quelli che la applicano correttamente.

Se andate a leggere il loro libro sacro scoprirete che le gesta sanguinarie, le stragi, il terrorismo sono prescritti e richiesti.

.

gli rispondo:
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grazie di avermi ribloggato: abbiamo posizioni molto distanti, pero` e` interessante confrontarsi, se ammettiamo la reciproca buonafede.

ti dico dove la tua analisi non corrisponde ai fatti, secondo quanto mi risulta:

1. i redattori di Charlie erano difficilmente definibili politicamente, ma semmai piu` di destra che di sinistra, almeno secondo le classificazioni tradizionali.
no, la mobilitazione a loro sostegno non e` nata da solidarieta` politica per le loro posizioni, o almeno non per quelle di tutti loro, ma da uno sdegno spontaneo contro l’idea di uccidere qualcuno per le sue idee.
almeno cosi` e` stato per me, anche se non so quanto io possa essere rappresentativo; pero` spero di non sbagliarmi.

2. i kenioti sono stati uccisi perche` cattolici, cioe` ugualmente per le loro idee. questo dovrebbe suscitare una reazione emotiva almeno uguale, se non maggiore, considerando il numero molto maggiore dei morti, ma non e` stato cosi`.
non credo che la spiegazione vera sia quella che dai tu, che l’indifferenza venga dal fatto che sono cattolici; sono sicuro che se fanatici islamisti avessero ucciso 157 studenti di una scuola cattolica a Parigi lo sdegno sarebbe stato enorme.
semplicemente sono africani, non vengono sentiti come nostri, appartengono per molti alla terra incognita dove sunt leones, e dove i massacri sono troppo all’ordine del giorno e troppo distanti per poterci quasi dedicare attenzione.

3. gli assassini non sono sempre e solo di una certa religione: questa e` una sciocchezza smentita dai fatti. occorrerebbe avere presente il numero dei morti provocati nel mondo arabo dai vari interventi dell’Occidente per mantenere un senso delle proporzioni, anche se questo non giustifica in alcun modo la barbarie islamista; tuttavia la spiega.

4. io ho letto sia tutta la Bibbia, sia tutto il Corano. evidentemente tu non lo hai fatto. ti ho gia` invitato altra volta ad aprire la Bibbia e a leggerla; se lo facessi scopriresti che e` un libro molto piu` sanguinario del Corano; e anche questa e` una semplice osservazione oggettiva.
il problema dell’islam nasce dalla sua storia culturale, non da quel che c’e` scritto nel libro: nel cuore del Medioevo l’islam era tollerante e l’Europa cristiana fanatica, se e` per questo.

5. se la causa diretta del terrorismo islamista fosse la religione islamica esso avrebbe ben altre dimensioni. non e` cosi`: nel terrorismo rosso degli anni Settanta non erano ne` Marx ne` Lenin la causa diretta del terrorismo, altrimenti avrebbe avuto ben altra portata.
evitiamo per favore le prese di posizione emotive e sciocche che possono davvero spingere le masse islamiche verso forme terroriste che per ora la grande maggioranza rifiuta.

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Continua a leggere

Marino, i sessantottini e i pugni al vento di Rosebud.

come sono finito sul sito Rosebud? mi hanno scoperto loro oppure sono stato io a scoprirli? non mi ricordo.

in ogni caso mi sono iscritto: ecco un sito dichiaratamente di destra, mi sono detto, col quale si potranno fare forse discussioni interessanti.

mai previsione fu piu` sbagliata, e ne lascio traccia qui, come di un esempio significativo della diffusa incapacita` di discutere, per mancanza di capacita` argomentative appropriate. Continua a leggere