Angela Bruno, Sallusti e le galere di Giovambattista Vico.

http://www.leggioggi.it/2012/10/06/ce-unaria-unaria-ma-unaria-che-manca-laria

Domenico Corradini H. Broussard   9 ottobre 2012 alle 12:52

Celiando, e però non era una celia sciocca, propose una volta Leonardo Sciascia che ogni magistrato, finito il corso di uditore giudiziario, dovesse completare la sua formazione trascorrendo dai tre ai sette giorni in carcere come detenuto, su una brandina da detenuto ventidue ore circa su ventiquattro e alla mensa dei detenuti e utilizzando i servizi igienici dei detenuti tra scarafaggi e pareti umide acqua grondanti e malsane, e voleva dire Sciascia che è facile per un pubblico ministero chiedere la condanna al carcere ed è facile per un giudicante condannare al carcere quando non sanno cosa il carcere è.

angela bruno   9 ottobre 2012 alle 15:25

Caro Professore, bella l’idea di far fare per sette giorni la vita di galera ai novelli magistrati.

Ancora più bello sarebbe farla fare al legislatore, ma almeno per un mese.
Io lo prescriverei quale requisito di eleggibilità. Perché dico questo?
Il magistrato applica le leggi, non le fa. Da lui possiamo pretendere un giusto processo e una giusta sentenza. Punto e basta. I legislatore invece ha il compito di fare le leggi e di controllare la politica. Cosa diversa è lo stato delle carceri, a tale proposito ho parlato di delitto senza castigo. Sulla funzione della pena a livello etico dovremmo chiederci se è giusto rispondere al torto con il torto. E ancora se esiste un diritto alla pena da parte di chi ha commesso un torto.
Per quanto riguarda Sallusti, dovremmo ricordare il principio di buona fede. Un principio debole che si fa sorpassare dalla prepotenza tutte le volte che la prostituta della politica ci mette il dito. Sono domande che ci poniamo tutti i giorni, ma è compito del filosofo rispondere. 🙂
Grazie per il Suo intervento e per aver ricordato un Grande sicilano.

Domenico Corradini H. Broussard   10 ottobre 2012 alle 08:41

Come omino di media cultura antropologica e filosofo non essendo né giurista ho sentito dire da qualcuno e da chi non ricordo che le leggi sono come le parole di un dizionario e come le parole di un dizionario che lettera morta stanno nel dizionario finché non le si usa nella lingua parlata e scritta anche le leggi lettera morta stanno finché esperienza giuridica non diventano e ancora ho sentito dire da qualcuno e da chi non ricordo che il diritto altro non è se non esperienza giuridica nel senso che leggi costituiscono forme trascendentali e non trascendenti che da sole insecchiscono nel nebuloso cielo dei concetti e per non insecchire in questo cielo hanno bisogno di mescolarsi con la fertile bassura del mondo da cui realtà spesso contraddittorie zampillano e così hanno bisogno di percorrere la scala di Wittgenstein a ritroso e cioè non salendo su per la scala ma giù dalla scala scendendo in modo che il loro ponente porre almeno per un momento arresti la sua corsa in quel che è posto e il loro volente volere almeno per un momento arresti la sua corsa in quel che è voluto e ancora ho sentito dire da qualcuno e da chi non ricordo che il magistrato per applicare le leggi ha prima da interpretarle e l’interpretazione comporta giudizi di valore e congetture e confutazioni sopporta ma non prove dimostrative del vero e del falso e ancora ho sentito dire da qualcuno e da chi non ricordo che per i processi ingiusti e per le ingiuste sentenze ai magistrati nessuna responsabilità è imputabile ed è invece imputabile allo Stato che guarda un po’ ripagherà l’ingiustizia con i soldi dei contribuenti e in democrazia non è ammissibile un potere senza responsabilità giacché un potere senza responsabilità potere non è e arbitrio è e mea culpa non so se le miserevoli condizioni delle carceri siano cosa del tutto diversa dalla sanzione della pena carceraria in quanto pena da scontarsi nelle carceri in quelle miserevoli condizioni e c’è chi scrisse «Le mie prigioni» e chi «Le nostre prigioni» e chi un giorno scriverà «Le loro prigioni» e non sarà certo un Sallusti di turno a scriverle e penso sarà un povero semianalfabeta a scriverle e a scriverle con il sangue gocciolante dalla feritoia del torto ricevuto e gocciolerà il sangue perché il suo diritto alla pena lo hanno mortificato con una tortura che della morte è sorella non gemella eppur sorella è e sorella invocante il suicidio che è morte per carcere e non morte in carcere e qui cara avvocata Angela Bruno dal post con merito super commentato non ho usato punti fermi né altri segni d’interpunzione per il semplice fatto che con il diritto quale esperienza giuridica i punti fermi e gli altri segni d’interpunzione mal si conciliano e cause che sembravano perse si vincono e cause che sembravano vinte si perdono per alchemica fantasmagoria forse decifrabile consultando gli oroscopi giornalieri o settimanali o mensili o annuali nella bottega di rigattiere che ciascuno di noi ha in sue segrete stanze e tanto segrete che nessuno di noi ne parla temendo di non possedere la maschera adatta per nascondere la vampata di rossore che rapida attraverserebbe il viso suo.-

angela bruno   11 ottobre 2012 alle 11:30

@ per l’Omino di media cultura antropologica

Omino caro non giurista e neanche filosofo e nemmeno affaticato dall’ ascolto dei “si dice” che scorrono con prosa fluviale per travolgere qualche volenteroso in traversata

Ho anch’io sentito i “si dice” e ho visto i “non si fa” e mi sono fatta bagnare dal sangue e aceto uscito dalle feritoie e mi sono fatta baciare dalle talpe che hanno scavato cunicoli senza trovare gemme

E mi sono arrampicata sulle vertiginose altezze della giustizia brigante e sulle vette dei precipizi da dove cadono i princìpi che annottano negli abissi

E mi sono stancata di ascoltare leggi polifoniche che coprono il lamento del disgraziato
E mi sono stancata dell’accusa irosa ma anche della mala fede ciarlatana

Ma tu Omino non sei stanco di ascoltare tutti i giorni di tutti i mesi di tutti gli anni i “si dice” e i canti stonati che impiastricciano le orecchie?

Ma tu Omino non sei stanco di essere stanco di aspettare l’Omone di alta cultura che spieghi le vele sull’immenso mare per dare nuove leggi ai venti?

bortocal   12 ottobre 2012 alle 20:33

cara Angela, è stupefacente essere elevati a tante altezze stilistiche e concettuali, per non dir concettose, dopo un tuo articolo così puntuale e preciso ed ancorato alla terra, e riascoltare in parvenza Giovambattista Vico parlare numinosamente negli scorci prospettici del tardo barocco, solo per ascoltare il fragoroso rumore che può fare un dire e non dire, o soltanto accennare, o meglio suggerire, per non dir suggestionare, ed avere una soffocante sensazione dell’allusivo linguaggio mafioso?

possiamo restare al dove eravamo, cioè al prepotente che consapevolmente diffama chi applica la legge perché odia la legge ed usa il potere per farsi passare per vittima e fare della vittima un colpevole, ben sostenuto dalla stampa sodale, perché la difesa del privilegio di mentire è il cemento che unisce la corporazione dei giornalisti?

che non avrebbero bisogno d’altri difensori, potendo usare le corazzate Potemkin deile rotative.

sono un cittadino probabilmente male educato in anni lontani che vede ancora nella legge uno strumento di difesa del debole contro il forte, e non un più sofisticato congegno a disposizione del forte per tormentare il debole.

comprendo bene che la mia mente è deviata nei sentieri del dover essere.

però penso che chi si commuove a favore del violento abbia un fondo di violenza in se stesso, e considerando il clima civile di questo paese non faccio fatica a pensare che la mia ipotesi sia vera.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...