lettera a L.

cara L.,

poco conta se la ricerca nella casella mail dice che non ci scriviamo da più di 10 mesi, io con te ho un dialogo quasi quotidiano, e mica importa che non ce ne siano altri segni, e quando passo sul tuo blog e trovo i commenti bloccati forse faccio male e recitarli soltanto a mente dentro di me e a non mandarteli in qualche modo.
 
ho vissuto con te quel che hai vissuto e vivo quel che vivi, quello almeno che ne racconti perché sai sempre fare in modo che il tuo vissuto avvolgente sappia entrare nella mia mente e sedurla con sé.
 
ho appena letto un post che perdamasco ti ha dedicato e ho pensato di scrivertene almeno, perché in quel suo sogno di barocco leccese ambientato in un mondo tedesco che lui ha tradotto nel sogno in “Monaco” ho risentito semplicemente l’ombra un poco sovrannaturale di te e Joerg e della vostra scrittura sorella.
 
e allora tante cose si sono mosse dentro di me e si sono messe a precipitare attraverso quel gorgo del Maelstrom ristretto che assomiglia al canale delle lacrime non versate, trattenute, ma per emozioni che sono forse ancora più forti.
 
che mondo intenso abbiamo vissuto, che mondo atrocemente inutile, la bellezza vive solo morendo ogni momento, le nostre voci si inseguono, a volte si riecheggiano, anche senza saperlo, ma tutto si consuma in se stesso e brilla soltanto nell’universo immaginario dei nostri sogni.
 
ti abbraccio, amica cara di un sogno e di qualcosa che è meno sogno delle cose reali.
* * *
la risposta di L. e la mia seconda le lascio nelle mail…
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