redpoz, gli agit-prop di Lotta Comunista.

redpoz pubblica un post scene di ordinaria assurdità nel quale scrive, parlando di una manifestazione di protesta studentesca che blocca la stazione di Padova:

Il colmo è stato quando uscendo ho visto un tizio con occhiali scuri, trench beige (perfetto look da poliziotto in telefilm americani) che distribuiva copie di “Lotta comunista”… la cosa era talmente surreale che volevo quasi prenderne una. Anche pensando che fosse un agente provocatore, non riuscivo a convincermi che fosse così palesemente stupido.

e riceve questo commento:

Mi permetto di scrivere la mia opinione, così come altri hanno scritto la loro.

L’autore del mini articolo mi ha dato l’impressione di un dilettante che vuole scrivere in tecnica scoop, senza analizzare al meglio le situazioni incontrate, e tra l’altro scrivendo anche cose un pò inverosimili.

Un esempio tra gli altri, giudicare una persona che sta facendo politica con impegno (la semplice distribuzione di un giornale politico) dal portare occhiali scuri (c’era il sole, erano da vista … ma che significa?) e portare un impermeabile chiaro (questo mi sembra senza senso), senza dire una parola sul contenuto delle sua presenza, è solo alzare polvere senza dire di fatto nulla.

Così altre parti dell’articolo.

Però andrebbe considerato le persone che per della polvere alzata, intervengono e si scaldano …

Vorrei leggere cose migliori.

rispondo per primo:

questo commento è molto divertente per totale mancanza di senso dell’ironia, giuro che mi sono divertito a leggerlo, pensando all’autore mentre lo scriveva con aria densa e pensosa…

è evidente a tutti che c’è una vaga mancanza di senso nella figura del militante di Lotta Comunista che, con quel look, continua imperturbabile a distribuire il suo giornale in mezzo ad una manifestazione di protesta che sta suscitando un incredibile casino: è una bella immagine che sintetizza bene gli atteggiamenti di quel gruppo, assimilabile più che altro ai Testimoni di Jehova.

beh, se si voleva qualcosa che assomigliasse di più ad un giudizio politico, io ho detto il mio; l’autore qui sopra si è limitato a descrivere in tono ironico una situazione, e per fortuna non siamo sempre tutti impegnati a scrivere – senza un sorriso sulle labbra – dei trattati di teologia marxista come i sopravvissuti militanti di Lotta Comunista e come vorrebbe il suo acido commentatore.

“mancanza di senso”, non saprei trovare una definizione migliore per “assurdità”. Mi piace.

redpoz ha detto:dicembre 3, 2012 10:08 am
ho risposto al sig. Giudici lungamente da me, sarei davvero curioso di leggere una sua nuova risposta….
bortocal ha detto:dicembre 3, 2012 7:31 pm
ho imparato a conoscere questo tipo di commentatori, che più che altro tendono a marcare il territorio, e poi scompaiono; comunque spero di sbagliarmi.

premesso che la ringrazio del suo gentile commento, a questo punto, non so se prenderlo per rispondervi con serietà o farvi dell’ulteriore ironia…. Purtroppo, l’ironia non è nelle mie corde (specie il lunedì mattina), quindi risponderò seriamente.

Forse non sono riuscito a rendere bene l’immagine della scena, perché è lungi da me il “condannare” un onesto militante che distribuisce un giornale.
Al massimo, potrei ritenere assurdi o superati i contenuti dello stesso. Ma questo è un altro discorso.
Dunque, ricapitoliamo: immagini, la prego, la scena di una stazione interamente bloccata, con una sola uscita agibile e nel bel mezzo della stessa il suddetto militante con il suo look d’antan. E, a fianco allo stesso, a far da ali alla gente che esce dalla stazione, due camionette dei carabinieri.
Ora, sig. Giudici, credo anche lei riconoscerà che – ben aldilà della figura del nostro protagonista – v’era tutto un contesto che aveva una parvenza surreale, nel 2012.
Infine, le faccio solo notare che il primo e principale oggetto dell’aneddoto era piuttosto il metodo adottato dalla pubblica sicurezza di chiudere ogni uscita dalla stazione, piuttosto che il militante.

Se permette, ora invece una nota personale: l’autore scrive perché gli piace, di ciò che gli piace, come gli sembra meglio al momento. Se, come temo non sia accaduto, avesse preso un minuto in più per scorrere qualche altro post, forse vi avrebbe trovato analisi e commenti più sviluppati ed interessanti del presente, che era una semplice constatazione di alcune “stranezze” mattutine.
A tale proposito, mi piacerebbe sapere in base a quali parametri lei giudica le cose scritte “inverosimili”, dato che il sottoscritto ha avuto il piacere di viverle in prima persona. Davvero, questo vorrei capirlo.
Dilettante sono dilettante, croce e delizia. A volte scrivo bene ed altre volte peggio. Per fortuna o purtroppo, non ricevo correzioni da altri e devo soddisfare solo il mio gusto. Ciò comunque non mi impedisce di cercare di migliorare e tentare di riconoscere i miei errori.
Lei mi attribuisce poi uno stile “da scoop”, io le chiederei allora quale scoop? Non mi sembra affatto di aver impiegato toni sconvolgenti o da grandi annunci… solo, di aver riportato fatti.
Quanto all’analisi, credo avrà invece letto che c’è stata dove ero in grado di farla: sul caso del sig. Dettori e sulla scelta di chiudere con catene la stazione. Avrei dovuto dire qualcosa in più sul militante? Davvero non saprei cosa, visto che la sua per me è stata “un’apparizione”: avrei dovuto commentarne le parole (non udite)? l’importanza di diffondere il giornale? Semplicemente, non ho elementi per un’analisi del caso. Soprattutto, non ho elementi per un’analisi che si inserisca nel contesto dell’“assurdo” che ho dato al post.
In quale altre parti avrei alzato polvere? La prego, me le indichi: chissà che non possa rimettere ordine.
Infine, mi pare di poter constatare che nessuno si è agitato in questo polvere da me impropriamente sollevata.

Spero di leggere presto una sua riposta od un suo nuovo commento.

un altro pezzo di dibattito lo si legge qui sotto, ma soprattutto in un nuovo post di redpoz, Silvio c’aveva ragione, cazzo!, ed io

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15 thoughts on “redpoz, gli agit-prop di Lotta Comunista.

  1. Nonsense, il colmo ecc. ma come sa di novità questo commento. Infatti nei telefilm americani (i “trench” li hanno importati dall’Inghilterra) negli ultimi 30 o 40 anni sono scomparsi sostituiti da accattivanti men in black o da finti drug consumer ( al Pacino li e er Mondezza qui…).
    Povero professionista che per dire che essendo in ritardo per accedere allo “studio” ( luogo dove si fa di tutto meno che studiare acc. ai nonsense) se la prende con un diffusore di un giornale.
    Ma come è moderno vedere il look e non capire un …. (mi manca la rima baciata, ma pazienza presto fonderò Occupy The Crusca Accademy).
    Ma girellando, un blog tira l’altro, scopro che nel pantheon di redpoz ci sono niente meno che “Mikahil Gorbaciov, Dolores Ibarruri, Aleksandr Dubcek, Nikita Krushev, Socrates, Ho Chi Minh, Chou Enlai, Steve Biko, Antonio Cassese….”.
    Ora il primo uno stalinista pentito, la seconta una stalinista di lungo periodo, il terzo uno stalinista in fuga, il quarto uno stalinista da giovane diventato, da grande, “scarper” (in padua loqui), sul quinto ho un dubbio: il fu calciatore brasiliano o il fu, fu (citazione d’alemiana) filosofo cicutato? Il sesto uno stalinista in grigioverde made in Viet-Nam, il settimo uno stalinista in grigioverde ma made in China, (vuoi mettere!), e poi a scendere dal Sud Africa al Sud Italia.
    Proprio dei campioni di modernità, che come nella pubblicità dell’aceto balsamico per essere trendy, per essere update, passano dal lunch (old) al brunch (new), e che abitando nel loft quando camminano fanno crunch crunch.
    E last but not least cambia nikname da redpoz a nerpoz, è più adatto.
    Ps: Un caldo saluto al diffusore di Lotta comunista, meglio essere old fashion che new silly. Bye – Bye

    • devo chiamarti macaco, come hai messo nella mail di riferimento, invisibile al pubblico, ma non a me?

      che diresti se ti rispondessi solo così?

      naturalmente ti risponderà redpoz, se passerà di qui e se ne avrà voglia, considerando che tu di qui non passerai più.

      ma che dire di chi risponde ad alcune osservazioni generali con un puro attacco personale, evitando accuratamente di dire che senso ha secondo lui una organizzazione come Lotta Comunista che si serve del marxismo pedestre e catechistico per tenere i propri aderenti rinchiusi in una chiesa e lontani dalle lotte operaie che in teoria esaltano?

      redpoz ha posto questo problema con la forza di un’immagine reale e tu, da bravo assuefatto alle tecniche di discussione berlusconiane, non hai risposto.

      a proposito, la rima con look che ti mancava, è forse cock? – ops, ma non fa rima…

    • Il povero professionista in questione, che sarei io e non credo di essere ancora professionista ma ringrazio comunque per l’attributo, teme che ancora una volta si sia ampiamente frainteso il senso del suo post.
      temo, in questo specifico caso, che anzi il lettore Caco Marco abbia del tutto omesso di leggere il resto del testo alla sua viva fonte. cosa comprensibile ma che, se mi è permesso, lo priva almeno in parte della visione totale dei fatti e così di una piena coscienza, preludio ad ogni ragionato commento.
      ad ogni modo, per mia indole, non mi sottrango allo sferzante commento e provo a rispondervi. scusandomi in anticipo se la puntualità delle mie risposte potesse risultare pedante e/o offensiva.

      Tanto per cominciare, e la cosa un pò pure mi offende ma sorvoliamo, io né ero in ritardo, né me la sono presa con il suddetto attivista politico. per il quale, come ho già risposto al primo commentatore nutro anzi un grande rispetto (nel post non l’ho infatti scritto, ma se serve lo precisiamo qui: uscendo mi sono debitamente fermato a ricevere i volantini della manifestazione, convinto di potervi trovare qualcosa di politicamente interessante). Rispetto senza bisogno di tanti falsi “saluti”, che trovo anche vagamente ipocriti.
      Sul mio non capire un [diciamolo pure: “cazzo”] temo di avere anche qui di che ridire. Infatti, nel mio post non ho avuto nessuna pretesa di comprensione. Semplicemente, ho snocciolato alcuni elementi che nel loro contesto risultavano in qualche modo fuori luogo producendo, almeno in me, un certo effetto comico. Elementi che, come peraltro si evince dall’intero post, esulavano dal singolo attore: egli ne era solo un’ulteriore rappresentazione, dato che ben più significativo (e qui sì, se vogliamo, anche aggressivo come giudizi) era quanto riportato sull’operato della polizia. Curiosamente ignorato da tutti.
      Inoltre, trovo vagamente maleducato attaccare un mio post su elementi politici quando il suo tema è totalmente diverso. Cosa ancor più irritante e fuori luogo, pretendere di censurare il mio giudizio comico quando esso è di per sè puramente soggettivo.

      Ma veniamo al top, il gentile commentatore cerca lumi nel mio blog e li trova nel mio personalissimo pantheon, dal quale ritiene di poter recuperare un lungo elenco di stalinisti di vario ordine e grado.
      Trovo sgradevole il dover qui argomentare e giustificare le mie scelte, soprattutto sapendo che chi non le vuole capire non le capirebbe comunque, ma immagino Bortocal non me ne vorrà.
      Dunque, sig. Caco Marco, le spiego il perchè di tali scelte, vediamo un pò:
      Chou Enlai, per quanto comunista, è stato un importante diplomatico -aprendo, fra l’altro, agli USA di Nixon- e moderato nel suo partito.
      Steve Biko è stato un grandissimo leader anti-apartheid, tuttora molto amato dai sudafricani, di ispirazione socialista (toh, come Mandela), ucciso a botte dopo essere stato arrestato.
      Socrates è il calciatore, esempio sportivo e di impegno politico-civile (medio e fautore della “democrazia corinthiana”). Perchè Messi o Maradona dovrebbero essere validi esempi e non il buon Socrates, molto più civilmente impegnato.
      Gorbaciov, per me persona di sinistra, merita profondo rispetto per come ha cercato di innovare l’URSS (sul quale non credo siano necessari i miei giudizi). Curioso lo si voglia bollare come “stalinista pentito”…
      Dolores Ibarruri, temo il lettore manco la conosca, politica antifranchista. Certo negli anni ’30-’40 era ben difficile non essere stalinisti. Comoda categoria per fare gran confusione.
      Dubcek ha cercato di riformare il socialismo e per questo ha pagato personalmente. Giustissimo dargli dello stalinista [spoiler: sarcasm].
      Idem Krushev, che ci ha rivelato per primo gli orrori di Stalin. Secondo me, vale la pena prendere esempio da questo. Ovvio che il giudizio è più complesso, ma mica ne ho scritto una biografia! -idem come sopra per la Ibarruri
      Ho Chi Minh è lì perchè amo il Vietnam come paese. Avrei potuto mettere anche Vo Nguyen Giap.
      Infine, summa, Cassese, la cui “colpa” è di provenire dal sud Italia. E perchè non dovrei metterlo, rappresentando professionalmente una vita spesa nel ricercare e tutelare i diritti proprio in quei campi che più mi interessano.
      Si noti, incidentalmente -ma a quanto pare occorre precisarlo- che ho scritto “mi ispirano”. Non vi ho certo eretto un santuario: grazie a dio, ho abbastanza coscienza per criticarli all’occorrenza.

      “Dei campioni di modernità”, perchè ovviamente non si può commentare su un look d’antan senza che -per coerenza di sistema- tutto nella propria vita debba essere improntato al modernismo. Se è per questo, preferisco anche i film anni ’70 o i romanzi del ‘700. Immagino sia terribilmente grave.

      Infine, e questo lo trovo veramente offensivo, il consiglio di cambiar nick ove “ner-” immagino stia per “nero”, quindi fascio. Non so in base a quale autorità mi arrivi questo consiglio dal sig. Caco Marco che neppure mi conosce ma cui basta leggere tre righe sul mio blog per etichettarmi. Cosa, questa sì, di altro stile.
      Personalmente, ho sempre cercato di improntare la mia vita e la mia condotta alla tutela dei diritti. Non pretendo di esservi sempre riuscito, né di essere io un modello in tal senso. Umanamente, ci provo: a volte meglio, a volte peggio.
      Non sono un rivoluzionario? Vero e mi dispiace pure.
      Cerco di difendere i diritti? Sì. A me tanto basta per considerami progressista, attento ai diritti individuali e collettivi, in favore dell’eguaglianza ed, in definitiva, sostenitore di un certo socialismo.
      Se altri vogliono schedarmi diversamente, facciano pure. La storia ci dice bene a chi appartengono questi modi (mi si scusi, ma faccio un nome, visto che è ricorrente: Stalin).

      Confidando che voglia leggere questa mia risposta e sappia adeguatamente smontare quanto le ho scritto, conto di rivedere presto i suoi gentili commenti, la cui critica è sempre proficua e beneaccetta.

  2. Pingback: Silvio c’aveva ragione, cazzo!, ed io « redpoz

  3. Qualcuno mi spiega cos’è il marxismo pedestre??
    Che il nesso linguistico stia nel fatto che chi diffonde lo fa a piedi?
    In macchina è più complicato, questo lo può capire anche bortocal.
    Poi pedestre e catechistico anzi un “marxismo pedestre e catechistico per tenere i propri aderenti rinchiusi in una chiesa e lontani dalle lotte operaie che in teoria esaltano”.
    Abbiamo a che fare con una avanguardia di lotta accidenti!!
    Fra una dura lotta al tavolino del bar, una salita sul tetto, la ciminiera è da evitare, ad uso dei network televisivi, ed infine una combattiva manifestazione a Roma il Nostro prende tastiera e mouse (che vecchiume, dal cielo fra le clouds Steve recita:”non avrai altro i-pad al di fuori di me”) e si lancia, dito in resta, contro l’attacante personale, che oibò schiva.
    Cervello a volte fa rima con pisello, ma chi confonde le parti anatomiche corre seri rischi.
    Ma perche qualcuno per sparare cazzate deve prendersela con un diffusore di Lotta Comunista?
    Domanda da Cazzenger, siamo mica qui a pigliar pesci con il network.

    • pedestre
      [pe-dè-stre]
      agg. (pl. -stri)
      1 Di scarsa originalità, di scarso pregio: prosa, stile p.; una p. imitazione
      ‖ Piatto, superficiale: una spiegazione p.

      dal Dizionario Hoepli online

      per il resto, grazie: divertente esempio di scintillante sarcasmo. 🙂

      ci ho provato anche io, comunque…

      • io non ho mai dato del pedestre a nessuno personalmente, non sarebbe nello stile comunicativo che cerco di rispettare; ho detto che mi pare pedestre un certo modo di affrontare i problemi.

        e in ogni caso quelli che sfilano a Torino il Primo Maggio, ripresi nel video qui sopra, non sarebbero pedestri, ma pedoni, e speriamo non siano anche pedine…

        scherzi a parte, bella manifestazione, davvero.

        e bella anche e soprattutto la forte partecipazione di immigrati.

        non dico che sia efficace come forma di comunicazione verso l’esterno, anzi appare vagamente minacciosa, ma e` di sicuro valida nel rafforzamento dell’identita` del gruppo.

        detto questo, due sole osservazioni marginali.

        la prima riguarda lo striscione MARX E’ NOSTRO; io credevo chde Marx fosse di tutti, un patrimonio universale del pensiero umano; ma e’ anche vero che negli ultimi tempi c’e’ una tale voglia di liberARSI DI LUI CHE ALLA FINE Marx E’ DI CHI SE LO PIGLIA.

        LA SECONDA RIGUARDA LO SLOGAN cONTRO L’eUROPA IMPERIALISTA. (ops, le maiuscole fuori posto).

        se per Europa intendiamo l’Unione Europea, mi pare difficile che si possa parlare di imperialsmo in termini classici per una realta` politca che non ha neppure un esercito proprio, che e` piena di basi americane e che va costantemente a rimorchio degli USA in politica estera.

        se invece parliamo di Europa come espressione geografica, al suo interno ci sono paesi dal forte passato coloniale, come Gran Bretagna e Francia, che esprimono una politica neo-colonialista; ma non riesco a chiamarla imperialista, per quanto aggressiva sia, dato che manca oramai l’aspirazione alla costruzione di un qualunque impero mondiale, e piu` che altro cerca di mantenere certe posizioni di privilegio.

        pero` in Europa molti altri paesi certamente non sono imperialisti (per esempio l’Italia) – hanno altri difetti -, ma poi anche stati minori di vario tipo.

        insomma, ancora una volta non si possono usare le vecchie categorie per interpretare un presente che evolve; e` pedestre ostinarsi a farlo, il mio punto di vista non cambia.

        sicuro di non essere capito, visto che non ho recitato il catechismo, ringrazio comunque della visita e saluto cordialmente.

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