redpoz, io sono corrente.

ciccia, red, con tutto il rispetto.

e secondo te io dovrei anche finanziare questo gruppo di imbroglioni?

Quoto il maestro bortocal

bortocal, sai che rispetto la tua opinione per quanto non la condivida.

intanto, stai finanziando anche il PDL (col finanziamento pubblico);
poi, potrebbe esser l’occasione perché non si tratti più di un gruppo “di imbroglioni”….
credo Civati risponda già meglio di quanto potrei fare io.

anche io rispetto la tua.

ma un conto è finanziare genericamente i partiti col bilancio dello stato; sai bene che non sono d’accordo, e non per le tesi qualunquiste che ci sono in giro, ma perché lo stato dovrebbe finanziare l’azione politica di base dei cittadini, indipendentemente dalle loro appartenenze di partito; d’altra parte, non essendoci una legge che regolamenti la vita dei partiti sulla base dei principi costituzionali, questo finanziamento è del tutto abusivo; inoltre la schiacciante maggioranza del popolo italiano quando ha avuto la possibilità di esprimersi in un referendum ha votato contro, ma questi hanno continuato facendo finta di niente.

questa cosa è talmente disgustosa che non troverei male che prima o poi esca una legge che imponga a chi ha usufruito di questo finanziamento di restituire quello che ha estorto contro la volontà popolare.

un altro conto è contribuire poi anche personalmente al successo di associazioni che fanno quello che vogliono e che vengono anche a parlarci di democrazia.

non esiste: siamo al di fuori di ogni correttezza più elementare: questi si sono rivelati costantemente delle bande di imbroglioni.

li ho votati qualche mese fa solo perché avevano farfugliato qualcosa di confuso sull’opporsi a Berlusconi e subito dopo si sono messi d’accordo e si stanno rivelando più berluschini di lui.

non sono mai stato un masochista.

questo partito è nato dando un colpo mortale a Prodi, ha continuato distruggendo ogni valore di sinistra, sta ignorando il furore e il disprezzo di una parte importante dei suoi stessi elettori ed appare oggi soltanto una variabile molto peggiorata della vecchia Democrazia Cristiana…

mi spiace che tu non te ne renda conto e sprechi le tue energie lì dentro, ma prima finirà questo esperimento politico sbagliato e meglio sarà per tutti.

altrimenti ci toccherà anche tenerci Grillo, per mancanza di alternative.

io credo sia più sensato cercare di cambiare il PD stesso piuttosto che partire con un nuovo esperimento.
ma su questo, evidentemente, sono in minoranza.

inoltre, riguardo al finanziamento, faccio solo notare che il PD è forse l’unico a rispettare i requisiti costituzionali, anche avendo i bilanci certificati.

non sia mai, red, che io consideri l’opinione della maggioranza, rappresentativa di per sé della ragione e del torto; a maggior ragione quando è una maggioranza interna ad un blog, oltretutto non rappresentativo della grandi correnti vere dell’opinione pubblica.

quindi continua a batterti per la tua idea, se non disturba il consiglio; oppure cambiala, ma non perché la maggioranza non è d’accordo con te.

naturalmente la discussione se sia meglio provare a cambiare il Partito Democratico dall’interno oppure provare a costruire un nuovo partito, cominciando da una implosione del medesimo, non è una discussione astratta, ma concreta e va fondata su un’analisi empirica e il più possibile oggettiva.

ti dirò che nella mia storia politica personale il problema non si è mai posto, perché ho cominciato a fare politica nel 1968, nel Movimento Studentesco, e il Partito Comunista di allora, guidato da Longo, si schierò contro quel movimento, quindi mi trovai fuori senza neppure poter decidere di entrare, anche se allora mi sentivo un comunista militante, anche se sicuramente antistalinista.

di più, quando ad agosto l’URSS mandò i carri armati a Praga, io mi trovavo fra coloro che criticarono aspramente questa decisione, e dunque d’accordo con alcuni autorevoli esponenti dell’ala sinistra (ma allora non c’erano correnti) del Partito Comunista (Rossanda, Magri, Castellina, Natoli, e quele grande giornalista che fu Pintor, c’era anche il segretario di Togliatti, che sparì quasi subito, ora non ricordo come si chiamasse); furono espulsi perché il partito appoggiava l’invasione sovietica, e quando qualche mese dopo mi avvicinai a loro e fui uno dei fondatori del Gruppo del Manifesto a Brescia, fummo fuori per definizione.

le due volte che ho provato a rientrare nel partito ho fatto in pochissimo tempo esperienze aberranti; sono stato uno dei fondatori del Partito Democratico a Stoccarda e ne sono uscito a gambe levate: una cricca di maneggioni paramafiosi, per dire la cosa più gentile; il principale esponente un medico che stava per diventare deputato Democratico, ma fu arrestato in fragrante o quasi, per violenza sessuale contro una paziente; e anche se condannato dalla tempestiva giustizia tedesca, ci sono voluti tre anni di commissione di disciplina del Partito Democratico per escluderlo dalla possibilità di candidarsi.,

io in compenso sono – giustamente – considerato un suo nemico politico e sono stato sottoposto ad ogni forma di stalking diretto e indiretto per rendermi la vita difficile, fino a che l’ho trascinato nel tribunale, tedesco, per diffamazione..

in centinaia di sezioni del Partito Democratico, in particolare nel Sud Italia, il livello reale della vita politica è questo: a Castellamare di Stabia si è arrivati a un omicidio maturato dentro la sezione per lotte di potere.

e tu mi viene a chiedere di credere che un partito così composto possa essere cambiato dall’interno? oppure che io devo aspettarmi il ravvedimento operoso di questa gente?

per me stare fuori dal Partito Democratico non è un dogma, è una scelta: datemi un papa Francesco Democratico che provi almeno a pulire quelle stalle di Augia e ci penserò.

per ora del resto nessun pseudo dissidente interno pone il problema della moralità del partito né della sua pulizia interna: quindi, di che cosa stiamo parlando?

certo chi decide di stare dentro in queste condizioni compromette secondo me la sua immagine personale, dato che il vecchio proverbio “chi va col lupo impara ad ululare” rimane sempre valido.

ma non tocca certo a me decidere per gli altri, quindi ognuno faccia quello in cui crede: solo permettimi di esibire la saggezza degli anni per soffocare il sorrisetto ironico che mi sorge irresistibile sulla faccia.

l’ultimo tema interessante da discutere potrebbe essere quello da te accennato dei requisiti costituzionali e dei bilanci certificati.

sinceramente e senza ironia non ho capito di che cosa parli e, se vuoi, mi piacerebbe che approfondissi il tema.

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