masticone alla prova della discussione.

da una mia critica ad un post di masticone è nato un acceso dibattito, come era ovvio aspettarsi, visto che la mia critica era netta ed esplicita.

tolgo dalla replica di masticone a quel post il troppo e il vano delle contumelie personali, ed ecco gli argomenti reali che rimangono a mio  modo di vedere.

masticone ed io continuiamo a ringraziarci ad ogni stoccata: non fatevi impressionare troppo, sono le regole cavalleresche e questo è un duello in piena regola.

* * *

Su ciò che è successo in Italia da 30 anni a questa parte e cioè sul fatto che lo Stato è stato depredato dei suoi asset principali (ammesso che tu capisca di che cosa sto parlando e non creda che l’asset principale sia l’amministrazione pubblica) non c’è grandi discussioni da fare.

partendo dal presupposto che so che cosa sono gli asset principali di uno stato, è incontestabile, come dici, che l’Italia ne ha perso una parte importante e altri si sta apprestando a perderne sotto il governo di grande coalizione fra berlusconiani e democratici.

ma quando lo stato vende queste parti delle sue quote di proprietà, anche di importanti aziende statali o a partecipazione statale per provare a ridurre il debito accumulato, la discussione da fare è questa: la responsabilità di queste vendite è di chi materialmente le esegue oppure di chi ha accumulato il debito?

la prima affermazione si può sempre fare: però in questo caso occorre dimostrare che vi erano altri modi concretamente praticabili per ridurre il debito.

e in ogni caso la responsabilità principali per gli effetti negativi della restituzione di un credito è a mio parere di chi ha fatto il debito, non di chi lo restituisce.

(…) Non comprendere che non sono più gli americani in quanto tali i nemici (…) ma un sistema finanziario molto più complesso in cui ci sono interessi molto più trasversali è tipico di colui che non capisce che l’evasione fiscale è solo fumo negli occhi.

sul primo punto sono perfettamente d’accordo: ho già sottolineato altre volte che nel 2008, all’inizio della crisi, perfino Bush provò a resistere al potere finanziario, lasciando fallire la Lehman Brothers, ma dovette rendersi conto che perfino lo stato americano era impotente di fronte al potere traversale extrastatuale assunto dalla finanza mondiale globalizzata. 

ovviamente con tutto questo l’evasione fiscale che tu ami difendere non c’entra proprio niente.

Persino nella (…) Unione sovietica (..) Lenin concessi agli agricoltori “i kulaki” di poter fare una libera attività per risollevare le sorti di un’economia distrutta. Che significa questo? che oggi siamo di fronte alla stessa necessità.

cioè, secondo te, dalla crisi si esce rimettendosi a fare i magliari come negli anni Cinquanta?

ecco il dramma della imprenditoria italiana: non sospetta nemmeno dove sta la vera risposta alla crisi: che è ricerca, formazione, dipendenti meglio preparati, gara tecnologica da vincere, partecipazione dei dipendenti alla gestione delle imprese: insomma, il modello tedesco, lontano anni luce da noi e anzi guardato con l’odio di chi sente irrimediabilmente inferiore.

loro pensano di uscire dalla crisi de-regolentamendo: fuori dai denti, con i bassi salari.

ma su questa strada all’Italia non resta che diventare un paese dell’est Europa, e non parlo della virtuosa Polonia sulla strada dello sviluppo, ma di paesi come la Romania, la Bulgaria o la Russia, che del resto sono il loro modello mentale; magari fantasticando di ritorno alla lira e di svalutazione, per concludere l’opera.

sorry, noi, il resto d’Italia, non siamo d’accordo nel declassamento del paese, quindi, datevi una regolata, tiratevi su le maniche, mettetevi a studiare anziché passare le serate in discoteca, diminuite i vostri consumi di lusso e ricordatevi che essere imprenditori è una funzione sociale, come ben sapevano almeno i parùn dale bele braghe bianche della fine Ottocento.

Per te il nemico è davvero il barista che non ti batte lo scontrino per non morire a causa di uno STATO LADRONE che gli ruba anche senza averne diritto.

mi dispiace, con una imprenditoria che pensa così il paese è condannato: qui il vero ladrone è il barista che non paga lo scontrino: ruberà poco, ma ruba.

Non comprendi che l’ingerenza di uno Stato non può arrivare a dirti dove e come tenere i tuoi soldi.

la moneta è un fatto sociale, non un fatto individuale; nessuna moneta esiste al di fuori della realtà statale che la emette e a cui compete il diritto di regolarne la circolazione come crede.

nessuna somma di denaro è unicamente di chi la detiene perché è solo la società che ha il potere di conferirle un valore (abc dell’economia contro il feticismo della moneta).

E arrivare a dire che Amato e Prodi e Monti sono state le uniche persone quanto meno competenti è la prova del nove nel dimostrare che la logica non sai nemmeno da dove comincia. (…)
Amato è stato il peggiore amministratore italiano del dopoguerra ed è ancora là.

argomenti? sarebbe quello che segue?

Io però ricordo perfettamente quando nel 1992 andò in televisione a reti unificate a giurare e spergiurare agli italiani che l’Italia non sarebbe mai uscita dallo SME (…) e che avrebbero benissimo continuare a fare mutui in ECU ((…) si chiamava così una volta quello che tu chiami adesso euro)

che solenne cazzata: l’ECU ha anticipato l’euro, ma era una realtà strutturalmente diversa. 

(…) al tempo la lira oscillava in una banda ristretta che consentiva senza svalutarsi di poter aver mutui in ECU a tassi agevolati? (…) Personalmente rassicurati in diretta TV incentivandoli a farlo, centinaia di migliaia di italiani hanno continuato a contrarre debiti salvo poi ritrovarsi in bancarotta quando l’Italia è uscita dallo SME svalutando. 

siccome ho vissuto personalmente quei momenti, ricavandone anche un danno personale diretto, posso assicurare che comunque l’entità del danno percentuale che se ne riceva non era tale da potere determinare la bancarotta di nessuno che non fosse già sull’orlo della bancarotta per conto suo.

è poi strana questa valutazione, considerando quanta gente invece considera oggi (scioccamente= quella svalutazione degna di essere ripetuta, sopratutto nel quadro della destra berlusconiana ed adepti vari: vedi 

http://bortocal.wordpress.com/2013/07/24/320-se-bagnai-diventa-il-secondo-guru-di-grillo-e-5-stelle-diventa-nazista/

E quando arrivò Prodi e quegli italiani andarono a chiedergli conto il professore aprì le mani (…) e fece spallucce: Mi dispiace cazzi vostri, la sua risposta. (…)

perché “gli italiani” andarono a chiedere conto a Prodi di quel che aveva fatto Amato? ahimé, la logica vacilla e la fantasia galoppa…

Difendere Prodi, uomo dei poteri forti, quelli che tu dici (a parole) di voler combattere ma ai quali sei nella sostanza alleato (…) dopo che l’esimio professore ha tolto al tuo Stato proprio i mezzi di produzione che tu marxista (…) continui a dire che devono stare nelle mani del popolo è un vero ossimoro.

ho già risposto sopra: non è stato Prodi a toglierci i “mezzi di produzione”: sono stati Andreotti, Craxi e Berlusconi con la loro politica dell’indebitamento illimitato.

E difendere Monti, proprio uomo di quel sistema finanziario globale che sta cercando di farci diventare loro schiavi, significa non aver mica chiaro in che Paese stai vivendo.

Difendere il fatto che c’è stato un golpe in cui ci hanno tolto la sovranità nazionale per darla in mano a un uomo delle banche significa farfugliare di una cosa e poi parlare di fuffa.

il golpe sta nel porcellum che ci dà un Parlamento incostituzionale; parlare di golpe al di fuori di questa premessa, che rende golpisti tutti i governi italiani dal 2006 in poi, è una solenne cazzata ripetuta a pappagallo da una propaganda senza senso comune.

Un grazie finale comunque a te perché però, almeno, hai provato a discutere di questi problemi.

un grazie anche a te; ma che fatica ripulire il testo dagli insulti: ti prego, se replichi ancora, di astenertene una volta per tutte, grazie.

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