redpoz, la fine di Berlusconi.

la fine di silvio b.

bortocal il 24/08/2013 alle 14:51 scrive:

io invece mi trovo più d’accordo col post che con questa successiva parziale ritrattazione.

Berlusconi è effettivamente finito dal 2011, e perfino se vincesse le elezioni servirebbe a poco.

i motivi ho provato a illustrarli in un mio post recente, analizzando il “parallelismo ritardato” tra le elezioni americane e gli equilibri di potere in Italia.

fino a fine 2016, sotto la presidenza Obama, e con la Merkel sul punto di essere rieletta, Berlusconi NON può governare.

e d’altra parte il groviglio delle sue pendenze giudiziarie è tale che non gli lascia via di scampo.

il più lucido dei suoi è stato Feltri, che ha scritto che doveva scappare fino a che aveva il passaporto…

questi sono soltanto gli spasimi dell’agonia del Leviatano, poco interessanti perché la fine è scontata…

(l’ho detto altre volte, sbagliando ogni volta, però questa volta mi pare di avere qualche ragione in più)

bortocal, non capisco il tuo commento.

Intanto non capisco a che “ritrattazione” ti riferisci, visto che sin da allora son sempre stato particolarmente cauto nel decantare la “fine” politica del nostro….

ovviamente leggerò il tuo post, ma – per quanto intuisco dalle linee tracciate in questo commento – non mi sento di condividerlo: per “fine” non parliamo della sua effettiva possibilità di governare, bensì (io almeno) di quella di influenzare le vicende politiche nazionali.

tu credi non ne sia più in grado?

la fine è senza dubbio scontata, ma oggi come allora i suoi tempi sono ancora da verificare e con essi, i danni che ancora potrà fare.

rileggo e mi rendo conto di avere inteso male (due parole staccate, eh… :) ).

avevo capito che tu ti soffermassi nel post di più sulle dinamiche psicologiche intrinseche del personaggio (che sconfinano palesemente nella patologia narcisista trasmessa a tutta la nazione), dando per scontato che comunque non tutto potesse dipendere dalle sue dinamiche interne inarrestabili.

cioè lo avevo letto dando per scontato che tu condividessi certi miei presupposti di analisi storica, che ridimensionano il ruolo delle personalità nella storia, anche se non lo negano del tutto…

ma visto che mi sono sbagliato, allargo subito il dissenso anche al post, no problem per me, come sai… ;) :) :)

la tua lettura del fenomeno Berlusconi, ora che l’ho capita meglio, rischia di essere succube del fascino vampiresco del personaggio, che come altri casi di border line psichici assorbe nelle proprie dinamiche psichiatriche vischiosamente gli interlocutori…

ma Berlusconi non è affatto onnipotente come crede infantilmente di essere e come fa credere anche a noi: è salito al potere nel 1994 anche perché è parso agli americani una possibile via di uscita provvisoria ad una situazione politica caotica e pericolosa in Italia, poi le cose si stabilizzarono nel parallelismo governativo Clinton democratico – sinistra democratica italiana post-comunista, una volta silurato Prodi per la sua opposizione ad appoggiare la guerra americana in Serbia; con Bush al governo dall’inizio del 2001, toccava di nuovo a lui, che però è riuscito a farsi del male da solo nel 2006, ma alla fine a tornare in sella appena in tempo a inizio 2008; l’elezione di Obama ha segnato il suo faticoso ma inevitabile declino.

l’Italia non è un’isola, fa parte di un contesto internazionale, che ci condiziona, ma per alcuni aspetti ci salva: presidenza della repubblica e altre istituzioni ne tengono conto, e alla fine siamo anche nell’Unione Europea, e questa è una grande garanzia…

il vero problema, semmai, non sta in Berlusconi e nelle sue capacità da super-eroe immaginario, ma in un paese che ha ritrovato il gusto fascista per l’uomo eccezionale nella profondità della sua cultura…

ma il paese si adeguerà in fretta anche alla scomparsa politica di Berlusconi: resteranno i danni più visibili e profondi che non dipendono del tutto da lui…

ciao, e grazie.

ah scusa, ma forse non ho risposto alla tua domanda principale…

se parliamo semplicemente di influenza politica parziale, Berlusconi ne avrà fino alla morte se qualcuno non nazionalizzerà Mediaset, ma non mi pare questo il problema: perfino Bossi ha ancora una influenza politica residuale, figurarsi,e il partito monarchico in Italia si estinse più o meno col Sessantotto.

PS il tuo riferimento a Nixon mi sembra errato: fu liquidato dallo scandalo Watergate a metà della sua seconda presidenza, mi pare…

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