il poliziotto distratto e il blogger violento.

il post è di ammenicolidipensiero, ma la discussione è con un certo roberto albini, che mi sta proprio sulle scatole come esempio spocchioso di nuovo commentatore sub-culturale da blog.

ammenicolidipensiero posta, moto opportunamente, un post dal titolo

INSIGNIFICANTI, INNOCUE, SBADATAGGINI

aprile 15, 2014 di 

ci sta la foto di un articolo di giornale, nel quale si segue il vezzo tutto italiano di intervistare un delinquente per permettergli di difendersi anche per mezzo stampa, anziché nelle sedi idonee, giudiziaria in questo caso e disciplinare.

si tratta del poliziotto che ha calpestato una ragazza nel corso degli scontri alla manifestazione di Roma di sabato scorso: mai si disapproveranno abbastanza gli organizzatori di questi casini ricorrenti, ma pestare una manifestante inerme rimane inaccettabile.

il poliziotto, si legge nell’articolo, dice:

“Non mi ero accorto che era una ragazza. Era un momento concitato”.

ora la seconda giustificazione si potrebbe anche discutere, ma la prima è un esempio del veneto “peso el tacòn del buso” (peggio la toppa del buco): in altre parole, se si fosse trattato di un ragazzo il poliziotto non avrebbe trovato nulla di male a pestarlo a sangue freddo.

ma tra i blogger c’è qualcuno che ha la stessa mentalità di quel poliziotto: e il fatto che si annidi fra chi protesta contro e violenze della polizia, invocando violenze parallele e contrarie contro il poliziotto, non dà molte speranze sulla cultura dominante in Italia, che resta ampiamente illegalitaria.

* * *

Lo so che sarò in minoranza, però io apprezzo che si sia consegnato personalmente alla questura. Non è molto, ma è qualcosa.

iomemestessa in aprile 15, 2014 alle 11:20 am ha detto:

E che sarà mai. Un momento di distrazione, capita a tutti, nevvero? Almeno non ci pigliassero per il culo con queste cazzate.

bortocal in aprile 15, 2014 alle 12:46 pm ha detto:

credo, onestamente, che non avesse scampo.

ammennicolidipensiero in aprile 15, 2014 alle 1:44 pm ha detto:

beh, effettivamente anch’io penso che gli fossero rimaste ben poche altre possibilità.

ammennicolidipensiero in aprile 15, 2014 alle 1:43 pm ha detto:

ma guarda, in realtà il motivo del post era duplice, anzi triplice: non so se sia peggio la “distrazione” o il fatto che abbia cercato di giustificarsi dicendo: “non mi ero accorto che fosse una ragazza“, o il fatto che repubblica abbia dedicato due pagine (due, intere) a questo.

bortocal in aprile 15, 2014 alle 12:47 pm ha detto:

ho cliccato sul rispondi sbagliato: ti ho commentato qui sopra… 😦

bortocal in aprile 15, 2014 alle 12:47 pm ha detto:

ops, scusa, il commento era per redpoz, qui sotto.

noooooooo, daaaaaai.

ma la cosa è tutta da ridere perché il commento è finito ancora una volta in coda a un commento precedente, che era di

Hydor Tesla in aprile 15, 2014 alle 11:11 am ha detto:

schiavi bastardi.

* * *

non che mi piacesse neppure questo, ma quello che mi ha fatto proprio girare le balle è questo:

Roberto Albini in aprile 15, 2014 alle 12:02 pm ha detto:

Spero che in questura l’abbiano gonfiato di botte.

Ah già, tra loro non si toccano.

bortocal in aprile 15, 2014 alle 12:27 pm ha detto:

questo è un commento tipico di un italiano che si merita la polizia che ha.

questo paese non diventerà mai civile.

vergognati.

* * *

voi che vi aspettereste in risposta? un commento magari un poco o tanto piccato, ma che sostanzialmente ammetta di avere ecceduto.

invece abbiamo a che fare con un cripto-nazista, evidentemente:

Roberto Albini in aprile 15, 2014 alle 12:29 pm ha detto:

Non ti rispondo.

Mi fa senso pure pensare di avere un colloquio scritto con te.

Magari sei contagioso.

bortocal in aprile 15, 2014 alle 12:35 pm ha detto:

spero proprio di esserlo: magari cominci a pensare prima di scrivere idiozie del genere.

Roberto Albini in aprile 15, 2014 alle 1:07 pm ha detto:

Bla, bla, bla.

* * *

ora, ditemi, per fortuna quel tipo non mi commenterà mai: ma ha senso tenere un blog per avere anche qui commentatori di questa qualità?

* * *

redpoz in aprile 15, 2014 alle 12:54 pm ha detto:

Posso dire che hai “cannato” un bel pò di risposte? anche quella con cui ti scusavi è finita sotto un altro commento… 😀
Comunque, probabilmente sì. Infatti, ripeto, è poco. Molto poco. Ma è meglio di niente….

bortocal in aprile 15, 2014 alle 1:23 pm ha detto:

ahha ahha, è vero, me ne ero accorto: ho praticamente commentato tutti i tuoi commentatori cercando di commentare te. 🙂 🙂 🙂

però quell’uso dei puntini di tratteggio in questo tema grafico è micidiale!

ho rimesso a posto tutte le cose qui:…

e cito appunto questo post.

* * *

ammennicolidipensiero aprile 15, 2014 alle 1:47 pm ha detto:

non voglio inserirmi nella polemica, solo una riflessione: la stampa non ha cercato di nascondere, e il sindacato di polizia non è stato garantista nei suoi confronti. per me risulta sempre più difficile capire che cosa stabilisca il limite.

Roberto Albini in aprile 15, 2014 alle 1:52 pm ha detto:

Il limite è che se uno prende a calci una ragazza durante una manifestazione, senza nessuna provocazione, quello stesso va in galera, come capiterebbe a me se prendo a calci il primo che passa per la strada. Non mi sembra difficile da capire no? Invece succederà che questo si prende una lavata di testa, qualche sanzione, e via di nuovo in strada a massacrare innocenti con la scusa della giustizia.

ammennicolidipensiero in aprile 15, 2014 alle 1:55 pm ha detto:

aspetta, è questo che non mi torna: se fosse stato un ragazzo? o se non ci fosse stata la prova-provante di un video?

al di là, dico, del fatto che (ahimé) non succederà nulla, su questo sono d’accordo con te.

ma perché su questo pansa ha commentato “è un cretino” e su uno che massacra una donna valsusina no? d

ove è che mi sono perso il secondo peso e la seconda misura in questa occasione?

oh, se c’è una certezza nella vita è che gli sbirri son sempre degli scienziati.

* * *

ammennicolidipensiero in aprile 15, 2014 alle 1:52 pm ha detto:beh, il qui-pro-quo sulla risposta a iomestessa è da antologia…
per il resto: non entro nel merito del tuo confronto con rob, solo come ho scritto nell’altro commento mi rimane il grande interrogativo sul quando si superi, nella polizia, il senso del limite per cui i colleghi non sono più solidali né garantisti. è perché c’era una donna coinvolta? perché non si poteva negare l’evidenza nella prova video-fotografica? mah.

ciao, grazie della replica.

io credo che si possa restare molto terra terra e guardare alle cose da un altro punto di vista: la polizia alla fin fine è il braccio armato del governo; siamo sotto elezioni e lo sforzo di Renzi, anzi la ragione stessa per la quale è nato il suo governo, è di limitare i voti per Grillo.

un episodio simile era manna per Grillo; di qui la decisione di dichiarare di voler punire il poliziotto che ha fatto, ma nel momento sbagliato, quel che sempre hanno fatto certi poliziotti, impuniti dai loro capi.

poi, forse, a voler essere meno politici nell’interpretazione, anche le condanne di poliziotti per i fatti di Genova hanno avuto il loro peso e hanno toto la presunzione di assoluta impunità: forse stiamo andando verso una polizia normale, di tipo europeo e non sud-americano? mi piacerebbe poterlo pensare.

sul confronto con quello strano tipo, mi basta dire che apprezzo il tuo modo di porre le questioni, ma non il suo.

uhm. non sono molto convinto di una spiegazione “dietrologica” (anche perché in questo periodo mi sa che il peggior nemico mediatico di Grillo è lui stesso…).

sono più propenso a credere che l’ago della scelta sia spostato da un qualcosa di legato ai media. non sono così ottimista rispetto alla polizia come istituzione – dicevo già qualche tempo fa, http://ammennicolidipensiero.wordpress.com/2013/12/11/un-celerino-e-per-sempre/ faccio fatica a pormi in questa ottica.

oh, io sono sempre pronto ad ascoltarne un’altra: prego, accomodati…. 😉

su Grillo: sta azzeccando tutte le mosse alla grande; i media sono venduti e tentano di stravolgere quello che dice, anche quando dice cose semplicemente giuste, come nel caso ridicolmente gonfiato su nulla puro della parafrasi della poesia di Levi.

convincono un po’ di menti labili, ma a quel che sento in giro è in atto uno smottamento di consensi verso di lui; diciamo meglio i consensi sono in fuga dal Partito Democratico, almeno i consensi di quelli che lo hanno votato sinora, e il partito piglia i voti dei berlusconiani che lasciano a nave che affonda, cioè il PD sta oramai cambiando natura.

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24 thoughts on “il poliziotto distratto e il blogger violento.

  1. Ho letto tutto….e come sempre nei miei pensieri torna in mente la solita citazione che recita più o meno così: sono disposto a morire affinché tu esprima la tua opinione.

    Colgo sempre una puntina di dinamite quando si fanno certe affermazioni: ricordare che molti qui, come altrove, usano dire cose, che servono per accendere discussioni, per fa si che il lettore dica la sua.

    Per uscire un poco anche dell’appiattimento della discussione.

    Magari questo non c’entra niente, ma volevo scrivere questo mio pensiero.

    ciao
    .marta

    PS: Sempre e tenuto conto del rispetto dell’altro nella considerazione che tutti si sappia usare parole e tono per una continuazione amichevole di apertura verso l’altro e mai di chiusura.

  2. Pingback: Er polemica | i discutibili

  3. secondo me se tu – è la prima volta che ti leggo, ma mi sembri un tipo ragionevole – ed rb – lo leggo spesso e ho già certezza che sia un tipo ragionevole – aveste usato toni diversi vi sareste accorti che eravate pronti ad arrivare alle stesse conclusioni. purtroppo la comunicazione non è solo un problema di contenuti, bisogna anche stare attenti alla forma ed è facile cadere in equivoci che ci allontanano dalle nostre vere intenzioni.
    ciao

    • be’, io mi fido del tuo giudizio e non ricordo di avere letto spesso rb, quindi ho reagito soltanto ad una battuta che mi era parsa moto infelice, e ad una replica molto peggiore.

      ammetto di essere molto brusco nei miei giudizi e di risultare aggressivo: posso avere provocato una reazione emotiva.

      questo lo capisco: ma secondo me si poteva avere anche uno scambio impostato in modo differente e sarei stato pronto a correggere quel che poteva apparire (ad una lettura, credo, superficiale) un attacco personale; anche se oramai, che ci vuoi fare? cosa fatta, capo ha.

      ciao e grazie di questo commento molto costruttivo.

      neppure io credo di conoscerti, e adesso vengo a curiosare da te… 😉

        • no, ho letto qualcosa, intanto.

          intanto mi hai messo in crisi col termine template: spero di averlo capito: ma il tuo è il blog più “bodoniano” nell’impostazione grafica che abbia mai visto: una vera chicca, pulito ed essenziale.

          e poi i contenuti: io parlo poco della mia vita reale qui dentro e solo qualche volta – in casi estremi – nel mio blog principale http://bortocal.wordpress.com/, sotto il tag http://bortocal.wordpress.com/

          però ti confesso che ho piacere di leggere proprio blog come i tuo, abbastanza lontani dal mio modo di scrivere qui: sono curioso ed apprezzo molto chi mi fa vivere, anche parzialmente, esperienze di vita differenti.

          ciao, ben trovata.

          (tra parentesi sono suocero anche io… : ) ).

            • anche… 🙂

              ma suocero anche di nuora e per di più, sarebbe lunga da spiegare, zio di un ragazzo padre, rispetto al quale finisco con lo svolgere il ruolo paterno, dato che il padre non c’è! 🙂

              • comunque il suocero è la parte simpatica di tutta la storia l’antipatia è una caratteristica di noi suocere. .pensa che i miei fratelli quando ero piccola mi appellavano “zicera” simpatica crasi tra zitella e suocera….

                • sì, non so spiegare bene perché, ma mi rendo conto che nel suocero la nonnitudine la vince sul sesso, forse perché il ruolo paterno è già in origine un poco più distaccato, mentre nella suocera avviene il contrario: l’identità femminile, con i relativi confitti, prevale sulla nonnitudine.

                  certo che i tuoi fratelli avevano una creatività maliziosa davvero straordinaria… 😉 😉 😉

  4. Pingback: ER POLEMICA | bortocommentando

  5. Ho trovato finalmente l’articolo incriminato, lo cercavo sull’altro tuo blog.
    Borto, questa volta proprio non sono d’accordo con te, anche se non limiterei il discorso al commento di Roberto Albini.
    Il punto è che in teoria saremmo tutti, spero, contro la violenza, anche solo quella verbale, ma i fatti spesso ci costringono a rivedere le nostre posizioni. Tu, con i tuoi anni, saprai quante cose gli italiani hanno dovuto subire, sai quanto è stata ed è ancora feroce la violenza di stato, e che dovremmo fare? Star lì a guardare?
    Il sistema repressivo che ci afferra da ogni dove, come dovremmo combatterlo?
    La cultura, ok, l’educazione, va bene, va bene anche l’intelligenza, ma nel momento in cui vieni arrestato senza una ragione, picchiato senza motivo, nel momento in cui la tua intelligenza viene calpestata, letteralmente, da un esercito di poliziotti cui han fatto un bel lavaggio del cervello (perché non nascono carogne, lo diventano), a quel punto che si dovrebbe fare?
    Ho sempre distinto la violenza gratuita dalla reazione, il terrorismo dalla resistenza.
    La resistenza richiede armi, è brutto da dire, ma con i ragionamenti non si fa un bel niente e di certo non si calma la rabbia, che non è sempre insana, anzi.

    p.s. e la giustificazione di quel poliziotto è a dir poco offensiva, non solo per la ragazza, ma per noi che dobbiamo anche sorbirci certe assurdità.

      • cara marta, ti chiedo di leggere a risposta a ella, che vale anche per te; poi, se vuoi replicare, con qualche tua bella sintesi come sai fare tu, posta pure il commento qui sotto.

        buona serata.

    • ciao ella: eccoci a discutere sensatamente, finalmente!

      e non sul commento di rb, ma sul tema della violenza politica.

      d’accordo sul tuo p.s., prima di tutto: ma mi pare ovvio.

      d’accordo anche su tutti i grandi princìpi: come quello su cui anche marta esprime il suo consenso qui sotto.

      girano generazioni nuove che sono tanto perbeniste rispetto alla violenza politica quanto tolleranti di quella impolitica: noi siamo di un’altra epoca, credo che sia un fatto generazionale, ma non abbiamo bisogno di convincerci tra di noi che, se vi è una violenza feroce dello stato, è legittimo ribellarsi con violenza, non solo verbale, ma anche fisica.

      l’area del nostro dissenso quindi si restringe molto, e in particolare a questo punto soltanto, a ben guardare, secondo me: siamo di fronte ad uno stato che svolge oggi una politica complessiva di repressione violenta dei diritti dei cittadini e della democrazia attraverso ‘uso delle forze di polizia oppure siamo di fronte a qualcos’altro?

      stiamo cioè ancora vivendo il Sessantotto e gli anni Settanta o Genova 2001, dove la violenza dello stato era programmata e politicamente diretta dall’alto, oppure la situazione concreta di oggi è diversa?

      la mia risposta è la seconda, tanto è vero che quel poliziotto è stato pubblicamente definito un imbecille dai suoi capi, sono state promesse azioni legali e disciplinari e la stampa si è schierata contro di lui.

      a riguardare il dibattito originario si noterà che qualcuno è rimasto spiazzato da questa nuova situazione e si è domandato come mai.

      a mia risposta è che: 1) siamo in Europa e certi comportamenti non risultano più accettabili in questo contesto; 2) siamo dopo Genova 2001, che ha cambiato alcune regole del gioco; non sottovaluterei che per la prima volta da decenni una polizia inadeguata è stata perseguita dai tribunali e condannata.

      questo secondo me rende inadeguata QUI ed OGGI una risposta violenta, anche di violenza soltanto verbale a chi subisce dei soprusi isolati, che vanno invece stigmatizzati e criticati per quello che sono: gesti pesantemente inadeguati e non professionali.

      si tornerà in futuro ad una polizia organo repressivo di un governo autoritario? torneremo a criticarla in quanto tale e ad opporci anche violentemente in tutti i casi estremi in cui sarà necessario.

      lanciare frasi trucide nei blog, dove non costa nulla, legittima invece una polizia non professionale e violenta.

      ritengo di avere le carte in regola per fare questo discorso: negli anni Settanta ho subito un processo in Corte d’Assise per vilipendio delle forze dell’ordine, per un volantino che criticava le violenze della polizia a proposito della morte dell’anarchico Pinelli.

      non voglio dire che questo mi dia una specie di esclusiva sulla discussione, ma insomma mi sento anche portatore di una esperienza personale sul campo abbastanza eccezionale.

      vorrei poi dire altro su alcune forze che sistematicamente e scientemente CERCANO lo scontro con la polizia, perché occorrerebbe chiudersi gli occhi per non vedere che ci sono.

      sono, secondo me, forze del passato, che ritardano e possibili forme di coscienza, fanno inconsapevolmente il gioco di chi controlla i media per diffondere ideologie autoritarie e siccome fanno danno a chi si oppone, andrebbero messe in condizioni di non nuocere prima di tutto da chi si oppone, senza false tolleranze o indulgenze.

      le spinte autoritarie oggi non passano per e piazze controllate dalla polizia, ma per e menti controllate dai media: fornire armi alla vera violenza del sistema, che è oggi quella psicologica, è stupido e criminale o tutte e due e cose assieme.

      • Borto, le notifiche di wp ultimamente singhiozzano (sarà la primavera), ma prima di rispondere seriamente, ho bisogno di chiarire un dubbio stupido: quanti anni pensi che abbia?
        😀
        Il quesito viene da questo periodo:
        “noi siamo di un’altra epoca, credo che sia un fatto generazionale, ma non abbiamo bisogno di convincerci tra di noi che, se vi è una violenza feroce dello stato, è legittimo ribellarsi con violenza, non solo verbale, ma anche fisica.”

        • ahha, ella!

          ho scritto: “noi siamo di un’altra epoca, credo che sia un fatto generazionale” e temo che appaia inevitabile pensare che io abbia voluto attribuirti più o meno la mia età, anche se non era così, e anche marta penso che sia assai più giovane di me.

          “girano generazioni nuove”, avevo scritto subito sopra: quindi intendevo che il “fatto generazionale” riguardasse loro, nel senso che la contrapposizione generazionale era (è) quella delle altre generazioni rispetto alla loro, a quella dei trentenni – quarantenni.

          secondo me, anche se non ho elementi concreti per dirlo, andando ad intuito, né tu né marta avete più di cinquant’anni né meno di quaranta…; non dirmi che cosa me lo fa pensare perché non lo so… :); ma questo basta a fare di voi un’altra generazione rispetto a quella citata sopra, che – ho scritto di recente – è oramai diversa anche da quella dei ventenni, che ha già altre caratteristiche.

          se poi con questo ti ho dato più anni di quelli che hai, ti prego di scusarmi… 😦

          • Ohè, Borto, ne ho meno di trenta! 😀
            Ma non preoccuparti, dal vivo mi chiedono ancora la carta d‘indentità, quando diventerò suscettibile su certi argomenti, metterò un cartello di avviso, non temere. Era un dubbio curioso, di certo non offeso 🙂

            E ora posso risponderti seriamentè, ma con una domanda: tu dici che l‘atteggiamento verso determinati tipi di violenze si sia fatto meno tollerante -atteggiamento istituzionale- , ma non credi, invece, che questa violenza e quindi il potere che la esercita si siano fatti più sottili? Più sottili ancora di quel potere (democrazia cristiana) che Pasolini temeva molto di più di quello bruto e chiassoso del fascismo?

            • ahhha, e io adesso devo spiegarmi che cosa mi ha indotto in errore…

              prima di tutto credo il tuo avatar che suggerisce – almeno a me – l’idea di una donna un poco d’altri tempi…

              e poi quanto sei riflessiva e misurata, accidenti! 🙂

              be’, sono felice, felicissimo di avere sbagliato; le scuse te le ho già presentate prima…

              certo che in questo caso tu rientri allora piuttosto in quella generazione nuova dei ventenni, che sto ancora studiando, cercando di capirla, ma mi pare meno segnata da quell’orrore istintivo per la violenza politica, ma anche per la politica tout court, che è tipico di chi si è formato negli anni del terrorismo. 🙂

              – veniamo alla seconda domanda che fai sui livelli di violenza.

              premessa: da 1969 al 1993 l’Italia ha attraversato un venticinquennio di violenza politica incredibile, che serviva a bloccare a spinta democratica nata del Sessantotto; violenza diretta fatta di stragi e complotti.

              questa strategia ha vinto nel momento in cui è iniziato il ventennio berlusconiano, tutt’altro che finito, dato che prosegue con l’erede indiretto di Berlusconi, che è Renzi.

              nel ventennio le ideologie democratiche del Sessantotto sono state sostituite da altre forme anti-democratiche di pensiero, e la violenza diretta non è più risultata necessaria, salvo che in momenti e verso aree entrambi molto circoscritti.

              è indubitabile che questo ha sostituito alle costose forme del controllo militare altre forme di controllo esercitato direttamente dai soggetti su se stessi, condizionati da forme di pensiero adeguate.

              sono forme di condizionamento, però: per quanto inaccettabili, secondo me non possiamo definirle violente; violenza è quando hai un appuntamento con dei tuoi amici in Piazza Loggia nel 1974, arrivi con un poco di ritardo e li trovi fatti a pezzi da una bomba o quando vai in gita scolastica a Firenze con i tuoi alunni e passi la gita fermo in una galleria dell’Appennino mentre disinnescano una bomba che per fortuna è stata trovata in tempo.

              queste forme attuali di condizionamento sono ripugnanti, ma lo spargimento di sangue è cessato, anche perché non serve più a nulla…

              ed è come se ci fossimo tutti rassegnati in cambio a smettere di opporci attivamente, perché almeno non riprendano le stragi.

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