Marino, i sessantottini e i pugni al vento di Rosebud.

come sono finito sul sito Rosebud? mi hanno scoperto loro oppure sono stato io a scoprirli? non mi ricordo.

in ogni caso mi sono iscritto: ecco un sito dichiaratamente di destra, mi sono detto, col quale si potranno fare forse discussioni interessanti.

mai previsione fu piu` sbagliata, e ne lascio traccia qui, come di un esempio significativo della diffusa incapacita` di discutere, per mancanza di capacita` argomentative appropriate.

* * *

la mia discussione con Rosebud si svolge in due momenti.

nel primo intervengo su uno strano post che riguarda gli incidenti di Roma con gli ultras olandesi: non ne ho parlato nel mio blog (che cosa dire di nuovo su questo tema?) e mi piace l’idea di rimediare con una discussione su un sito che la pensa diversamente da me; ma poi soprattutto mi infastidisce la solita approssimazione italica (giusto per riprendere un’espressione usata da loro) nella attribuzione delle responsabilita`: l’ignoranza politica del pubblico medio italiano e` sconcertante e tutti sono sempre responsabili di tutto, qui.

e in particolare vorrei intervenire sui due passaggi che cito qui sotto.

Quello che il renzismo non dice (78) – Sul Sacco di Roma II (la vendetta?) e sulla curiosa memoria corta del sindaco Marino – post scandalo Mafia Capitale – che attacca la Questura.

(…) Tenendo anche in conto il recente scandalo Mafia Capitale e adesso questo ennesimo Sacco di Roma (repetita iuvant??), non resta che chiederci cosa dovrebbe succedere nel prossimo futuro per indurre il sindaco Marino a dimettersi.

condivido molte considerazioni, ma non capisco bene che cosa c’entri il sindaco con la gestione della polizia; dato il titolo mi aspettavo qualcosa di piu` preciso in termini di responsabilita`.

la risposta e` uno sconcertante andar per viole nei prati.

Ottima domanda. La risposta è più complessa. Fermo restando che a mio avviso la responsabilità di quanto è accaduto a Roma è di tutti i players citati, ovvero di tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno tra i loro doveri quello di salvaguardare l’well-being della capitale, il patrimonio mondiale storico-culturale che è, il suo buon nome, la sua dignità… etc…

Ecco, fermo restando questo, mi ha colpito la “forte” presa di posizione di Marino che prima di guardare sul suo desk ha subito chiesto la rimozione di Tizio, di Caio, di Sempronio. Un comportamento etico curioso quando, solo poche settimane fa, Roma era in mano ad un altro “sacco” pure frustrante, vergognoso che riguardava proprio il Comune da lui amministrato e che dunque “comandava” le sue dimissioni immediate, indipendentemente dal suo personale coinvolgimento.

Evidentemente le logiche dimissionarie italiane rispondono a regole diverse a seconda di chi le detta… un poco come Grillo che in questi ultimi tempi ha “chiuso un occhio” su quelle che sembrerebbero essere le “defaillances fiscali” degli amici… Ma magari mi sbaglio.

Ecco comunque il link al pezzo 49 di questa rubrica dove appunto si parlava dell’indifendibile intervento di Marino all’Arena gilettiana nell’occasione “mafiosa”… di cui sopra.

http://rinabrundu.com/2014/12/07/quello-che-il-renzismo-non-dice-49-sullincredibile-intervento-concordato-del-sindaco-marino-a-larena-di-giletti-e-come-si-puo-governare-una-nazione-se-non-si-riesce-a/

Grazie del suo intervento. Rgs.

comunque provo garbatamente a riportare la questione al punto di prima.

grazie della replica.

condivido quel post che e` stato citato, ma qui la questione e` un’altra (e ho anche imparato a diffidare delle campagne scandalistiche volte a eliminare qualcuno per mettere al suo posto qualcun altro di ancora peggiore: su Marino ho visto svilupparsi sulla stampa una precisa campagna di questo tipo).

con questo non voglio neppure difenderlo per partito preso, ma, secondo me, occorre esaminare il comportamento di Marino in questa circostanza proprio in quanto sindaco, ricordando che in generale un sindaco agisce peraltro fortemente condizionato da un apparato amministrativo comunale che si e` costruito negli anni ed e` in parte autonomo da lui.

niente da fare, la controreplica rimane saldamente determinata a parlare d’altro.

Di norma concorderei con lei, bisogna dare una seconda possibilità a tutti (anche se noi italiani tendiamo a darne troppe e infatti abbiamo la stessa “casta” da cinquant’anni ormai)….

Tuttavia in questo caso, il tempo delle seconde possibilità è passato da un pezzo. Non giudico mai le persone (anche se in questo caso, trattandosi di rappresentanti del popolo che hanno grosse responsabilità dirigenziali, si potrebbe fare, come prassi in ogni paese democratico), ma giudico l’amministratore e l’amministrazione… Ne deriva che non ho dubbi nel dire che dopo Mafia Capitale quell’amministrazione non è più credibile qualunque cosa faccia, qualunque cosa dica, manco andasse a lavorare in missione africana (una opzione che loro, così come tutti noi, dovrebbero considerare)….

Prima si cambia aria meglio è… altrimenti significa essere conniventi. Mettere invece al suo posto una amministrazione sana, di qualunque segno sia, è un diritto ma anche un dovere dei cittadini romani. Io penso infatti che i romani possano farlo e che la città abbia tutte le risorse umane e intellettuali per voltare pagina. Basta volerlo.

Il dubbio, semmai, legittimo è: lo si vuole davvero o si preferisce continuar a dar da mangiare agli amici degli amici degli amici tutti bbbuoni, bbbravi e politicamente immacolati? Uhm..,

proviamo a mettere i piedi nel piatto?

No no, non si tratta affatto di dare una seconda possibilità ma di dare a ciascuno le sue esatte responsabilità nelle diverse circostanze.

non è un sindaco a guidare la polizia. Il sindaco che rappresenta la città fa bene a chiedere le dimissioni di un funzionario incapace.

Che poi si pensi che doveva darle anche lui per un’altra vicenda è un altro discorso.

la replica e` un poco piu` centrata, ma rimane nel vago.

Ho capito, ma credo ci sia un misunderstanding, qui non si sta dicendo che la responsabilità è solo di Marino ma che é anche la sua in quanto sindaco di Roma, ma soprattutto che la sua richiesta di dimissioni al questore non è credibile perché se si fosse seguita quella logica il primo a non essere più lì da almeno tre mesi sarebbe dovuto essere proprio lui.

Non continuiamo a farci del male…

Saluti

a questo punto pero` sono intanto arrivati i rinforzi, sotto specie di picchiatore argomentativo scelto:

Lo dico da tre giorni che sarebbe dovuto andar via Marino ma ha quanto pare ha una buona scorta di Attak.

Ha già fallito come chirurgo e continua imoperterrito come Amministratore della Capitale (invasa prima dalla mafia poi dagli olandesi e presto dall’ISIS).

e NON VARRANNO I SUOI sorrisi renziani a evitargli la gogna.

Mi chiedo se fosse stata una giunta del centro destra al suo posto, quanti cortei in piazza avremmo visto.

Prima di chiedere al Questore di dimettersi, faccia un passo indietro lui. l’uomo dalla panda rossa.

Il signor Bortocal farebbe bene a studiare le gerarchie prima di difendere Marino e far fuori il questore.

Di cosa stiamo parlando?

Temo che chi non conosce le gerarchie e chi comanda la polizia in piazza sia Lei.

salvofigura   21 February 2015 • 20:11

In un paese di nani e ballerine da “Circo Barbum” come il nostro, potrebbe avere ragione lei signor Bortocal, le ricordo però che il Sindaco ha funzioni di pubblica Sicurezza e i Sindaci con le palle, non stanno a celebrare i matrimoni gay mentre gli incivili sfasciano la città! O non sposta la Panda rossa per non pagare le multe. Lo ricordi bene.

Questore e Prefetto dipendono dal Ministro degli Interni, ma i Sindaci con le palle, non hanno bisogno di farsi esautorare: decidono loro anche scavalcondo i Prefetti e i Questori. Lo sapeva lei questo? Sono banali norme di EDUCAZIONE CIVICA. E se non si impara questo a scuola, è inutile poi farsi belli a difendere i propri amici. Dunque lei tema pure, ne ha donde!

Il sindaco, quando opera come autorità locale di pubblica sicurezza, dipende funzionalmente dal prefetto e dal questore. Quando eccezionali esigenze di servizio lo richiedono, il prefetto, o il questore su autorizzazione del prefetto, può inviare funzionari della Polizia di Stato nei comuni dove non vi è un commissariato, sospendendo la competenza del sindaco come autorità locale di pubblica sicurezza.

Le riporto quanto scritto nel Codice di Pubblica Sicurezza.

Il Sindaco la demanda al Questore quando ne è impedito (E MARINO è MOOOOLTO IMPEDITO).

Mi stia bene.

come si vede, la risposta e` un delirio di chiacchiere non pertinenti e una sola osservazione azzeccata (ma sbagliata), sulla quale cerco (invano) di concentrare la discussione.

bortocal   21 February 2015 • 20:58

ho insegnato Educaziuone Civica per decenni e non sara` Lei a venirmela a spiegare, visto che del resto si e` gia` tirato la zappa sui piedi da solo, scrivendo correttamente che “il sindaco, quando opera come autorità locale di pubblica sicurezza, dipende funzionalmente dal prefetto e dal questore”, che restano gli unici a dare ordini alle forze di polizia.

mi pare che chi ha bisogno di un bel ripasso sia Lei.

io sto benissimo, grazie, e con questo tolgo il disturbo dato che ci siamo gia` detti l’essenziale per capirci…

come sanno i miei lettori, mi pesa polemizzare a lungo sui blog altrui e non lo ritengo coerente con la netiquette.

ma vengo ritirato dentro per i capelli, con le  cattive… e con le buone 🙂

salvofigura   21 February 2015 • 21:14

Nessuna zappa, egregio professore. Lei dunque ammette che il Sindaco dipende da Prefetto e Questore. E con quale autorità un sindaco chiede le dimissioni di un suo superiore? La memoria le falla? E’ come se un operaio Fiat chiedesse le dimissioni di Marchionne. Si rende conto di quello che dice? Possibile che il Renzismo acceca tutti peggio del palo infuocato di Ulisse con Polifemo? Eppure siamo in molti a essere sobri. Ma sembriamo vittime di una sbornia ( di parole) colossale.
Guardi che stiamo discutendo, non è corretto che Lei abbandoni il tavolo delle “trattative” e non credo di averLa offesa solo perchè non sono in sintonia con i suoi “insegnamenti”. Ritorni al tavolo, suvvia e discutiamo. Lo sa che gli assenti hanno sempre torto? Se riuscirà a convincermi di avere ragione, le chiederò scusa, ma fino ad allora sarò fermo nella mia idea: Marino dovrebbe andar via e NON SOLO per le cavolate che sta combinando adesso, ma per tutto il malaffare che ne ha coinvoltola giunta.
E infine vorrei farla sorridere ricordandoLe il vecchio detto: “Chi sa, fa, chi non sa, INSEGNA”.
a DOPO.

bortocal   21 February 2015 • 21:50

a proposito del vecchio detto, ricordo che continua dicendo che chi non sa neppure insegnare fa il preside, e io ho fatto anche questo e per quasi trent’anni (senza essere proprio Matusalemme). 🙂

io non sono intervenuto qui per contestare la richiesta di dimissioni di Marino dalla carica di sindaco (anche se vorrei che dessimo un’occhiata al calibro di coloro che l’hanno preceduto nell’incarico e che potrebbero seguirlo, per non rischiare di cadere dalla padella nella brace).

credo ci possa essere una piu` che legittima varieta` di opinioni a riguardo.

dico soltanto che non mi convince una richiesta di dimissioni motivata dalla sua presunta debolezza negli incidenti di Roma perche` reprimere i facinorosi (come andava fatto) non era nei suoi poteri diretti.

ed e` abbastanza logico ed evidente che la catena di comando della polizia e` necessariamente una sola.

in parole povere la responsabilita` della pessima conduzione delle operazioni di ordine pubblico e` del governo Renzi e del ministro dell’Interno in particolare, non del sindaco.

non so bene che cosa avrebbe potuto fare in questo caso un sindaco con le palle, per usare la garbata espressione.

il sindaco come autorita` di pubblica sicurezza puo` richiamare prefetto e questore a intervenire in difesa dell’ordine pubblico, ma non sostituirsi a loro.

questo – devo correggere da capo – non significa affatto che il sindaco sia un subalterno di prefetto e questore, anche perche` lui viene eletto ed ha come punto di riferimento i cittadini elettori, gli altri sono nominati dal governo.

d’altra parte ci mancherebbe altro che in democrazia un subalterno o un operaio non possa chiedere le dimissioni di un suo superiore o direttore.

se poi si vuol dire che Marino non e` stato coerente perche` avrebbe dovuto dimettersi anche lui mesi fa, questa e` una affermazione che non voglio discutere qui per non allargare troppo il discorso.

quindi concordo sul cercare di evitare di farci trascinare tutti dalla troppa foga.

e soprattutto inviterei a non darmi del renziano: posso mandare un invito a fare un giretto sul mio blog?

redazionerosebud   21 February 2015 • 22:09

Come no! Ma guardi che esseri renziani non è un peccato, ognuno ha diritto di credere in ciò che vuole.. C’é gente che giura di vedere strani oggetti volanti, etc…etc… perché non essere renzisti? Tutto può essere.

nessuna replica piu` sulla questione di merito (sarebbe stato un ammettere di avere torto sul punto specifico, ma questo e` un passo duro per chi non e` sicuro di se stesso) e un tentativo di cambiare discorso (d’altra parte sul blog si comincia addirittura a parlare di matrimoni gay).

bortocal  21 February 2015 • 22:17

come vuoi, redazione.

soltanto, io non lo sono proprio, renziano, o renzino, o renzista, e mi sono abbonato al vostro blog per trovare qualche conforto, anche da punti di vista differenti, ecco tutto. 🙂

Mi scuso con lei se ritiene che siamo stati incivili e la invito a tornare a trovarci, ma non può pretendere che, su questioni anche così passionali come sono quelle politiche, tutti si accodino e le diano ragione.. Tutto qui. Senza considerare che il sito che si occupa di attualità vive anche di queste esternazioni che però, le garantisco, restano sempre dentro dati limiti di civiltà, come da deontologia.
Rgs

nessuno chiedeva scuse, evidentemente: solo argomenti pertinenti.

* * *

l’indomani ci riprovo a fronte di altre affermazioni che mi fanno prudere le mani per la loro grossolanita`.

Sul caso Gino Paoli, o della fine di una lunga storia di apartheid intellettuale?

Uno dei peccati più nefasti della generazione 68ina italiana (la generazione che era già adulta nel’68), è stato quello del dividere il mondo in spiriti eletti e in poveri cristi dannati, e di farlo in una maniera così sistematica che neppure Nostro Signore aveva mai osato tanto. (…) Per essere un “eletto duro e puro” bisognava essere di sinistra (e se non lo si era occorreva diventarlo), possibilmente iscritti al PCI, citare Berlinguer dentro ogni inciso geniale, passare per pacifista convinto, farsi una canna di tanto in tanto, un look zazzeruto aiutava pure così come aiutava una visione scanzonata delle cose del mondo e, dulcis in fundo, diventava conditio-sine-qua-non partecipare alle Feste dell’Unità.

che dire? io li ho visssuti quegli anni, ma fuori del PCI e alla sua sinistra.

la maggior parte della mia generazione che fece la scelta di sinistra li visse come me.

non mi ritrovo in questa descrizione, non la sento vera, ma imparaticcia e un poco propagandistica.

i sessantottini non andavano alle feste dell’Unita`, queste avevano un altro pubblico: quello dei vecchi militanti che erano stati perseguitati negli anni Cinquanta e Sessanta o che avevano fatto la Resistenza.

Non la sente vera? Fortunatamente è una di quelle situazioni che non c’é bisogno di “sentirla” perché basterebbe fare tutta la lista nomi, cognomi, casi celebri…

Le dico anche per sua informazione che quella discrimazione intellettuale ha danneggiato alcuni degli autori più grandi che noi abbiamo avuto nel dopoguerra come per esempio il grande Giovannino Guareschi (il grande padre di Don Camillo, ammirato in tutto il mondo e ripudiato per decenni in Italia) che di sinistra non era e che ha pagato sulla sua pelle il “ghetto”. Glielo confermerà il filglio, il signor Alberto che intervistai qui e che sarà felice di ribadirglielo se necessario…

http://rinabrundu.com/2012/10/28/esclusivo-mio-padre-giovannino-intervista-ad-alberto-guareschi-e-sul-giornalismo-delle-idee-da-affermare-e-da-servire/

Non si scherza su queste cose, di sicuro io su queste cose non parlo a scazzo.
Grazie.

PS Quando io parlo di 68ini in questi pezzi parlo di 68ini in senso lato…. ovvero di rappresentanti di un’era… esattamente come tutti noi siamo figli dell’era digitale, le sottocategorie sono irrilevanti per il macrodiscorso.

non ci sto: i sessantottini come TUTTI quelli che avevano fra i venti e i trent’anni nel 68 e non invece quelli che hanno fatto il Sessantotto?

che strano modo di costruire delle categorie storiche: sarebbe come dire che tutti quelli che avevano fra venti e trent’anni nel 1860 erano garibaldini o nel 43-45 erano partigiani.

comunque tolgo il disturbo per la seconda volta.

mi piacerebbero anche delle repliche un poco piu` centrate sui miei argomenti (anche per smentirli per quel che dicono, se si ritiene di poterlo fare) e non divaganti su altro.

ma sento che non c’e` proprio feeling, prendo atto.

Non è che non c’é feeling, Rosebud è un sito though… mica un salotto vittoriano… non ha visto nulla e se lei si sente offeso da queste risposte (peraltro assolutamente civili) non dovrebbe frequentarlo.. ma Rosebud non cambia la sua linea per nessuno… E comunque la Rete è piena di luoghi migliori, più “dolci”… Tenga presente che qui l’età è molto alta e sovente non ce la mandiamo a dire, ma le assicuro che tutti coloro che frequentano Rosebud hanno dietro un background umano e culturale sostanziale. E non a parole come ben si evince se si fa un giro.

Veda lei, best regards. Sul resto magari rispondo poi.

Uhhhhh leggo solo ora! Hai fatto incavolare il prof. Ora ci manderà contro i portuali di Spezia e Livorno come ce li mandarono addosso a Siena nel ’72 a un comizio di Almirante. Non lo votavo però ne ho ammirato la coerenza. Lo so era un fascista come Berlinguer era un comunista (e anche NOBILE). Però avevano entrambi le palle.
Hai ragione sui sessantottini. Il prof è permaloso e fece il 69 ma dalla parte di Mao e Pol Pot. E mi taccio.

Mi dispiace per il signore ma non ho intenzione di cambiare il modus di Rosebud per ogni user che arriva. Quando si commenta su un sito di opinioni bisogna comprendere che anche tutti gli altri sono “opinionated” e sovente queste opinioni sono figlie dell’umore… Non bisogna offendersi, solo rispondere a tono restando dentro parametri civili. Altrimenti c’e’ il sito dello Zecchino D’Oro o L’angolo di zia Maria e nessuno si incazzera’con noi, ma francamente non sono nelle mie vene…
saluti.

* * *

ho cancellato l’iscrizione: tempo perso.

a Rosebud non hanno capito e` che non e` affatto per un problema di belle maniere: a me non me ne frega una minchia se dialetticamente ci scazzottiamo per bene, perche` su questo piano sono capace di tirare pugni anche io e di assestarli per bene al posto giusto.

semplicemente mi infastidisce e non mi diverte fare una partita di boxe con un avversario che mulinella una valanga di pugni al vento.

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4 thoughts on “Marino, i sessantottini e i pugni al vento di Rosebud.

  1. io ho resistito solo due giorni, e non per aver avuto scontri, ma per la povertà dei loro post, sia dal punto di vista dei contenuti che da quello formale (non so se hai notato che “redazione” quando scrive sembra un milanese trentenne fighetto che passa le serate a discutere di alta finanza usando una calcolatice casio…

    Hai fatto bene a lasciarli perdere.

    • ahhha, due giorni ciascuno!

      quanto allo stile, che ho risparmiato sopra per non strafare, eccoti alcune chicche, e tutte da un post solo:

      le scalmanate bande goliardiche dell’web
      se l’web fosse esistito
      (ahhahh, repetita iuvant, sed perseverare diabolicum!)
      la generazione 68ina italiana
      il termine “eletto” faceva dapprima equazione con “bravo”
      diventava conditio-sine-qua-non
      (a parte i trattini, in latino si dice condicio)
      il deleterio status-quo (la frase latina esattta e` statu quo, senza trattini, ovviamente)
      sputare sul dio-dinero
      quegli artisti così-così
      nell’aere serena
      (aiuto! l’aere ha cambiato sesso!)

      sono stato impulsivo a scrivere il primo commento, lo ammetto.

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