diegod56, l’arte della comunicazione

diegod56:

Ciò che spinge a scrivere non è mai un pregio, ma un difetto che cerca di darsi un po’ di stile.

Alla fine siamo tutti scemi, la differenza è lo stile di scrittura.

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bortocal15 20 agosto 2016 alle 16:15

strabello!

questo “borforisma” te lo invidio proprio.

posso ribloggare, immagino… 🙂

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diegod56 20 agosto 2016 alle 17:15

caro bort, troppo gentile, mi pare comunque che il Nietzsche abbia già espresso (ovviamente dall’alto della sua grandezza) un concetto analogo.

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bortocal15 21 agosto 2016 alle 08:02

ah, ecco. non lo ricordavo proprio. 🙂

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principessasulpisello   21 agosto 2016 alle 10:37
Ecco una bella notizia!
Buona domenica, mio caro.
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diegod56 21 agosto 2016 alle 11:31
anche a te cara Princy,
comunque lo sai che io, seppur apprezzando molto la gentilezza di chi, sopravvalutandomi, mi riblogga, sono un tipo da «poca brigata, vita beata», diciamo che preferisco amici che mi seguono in pochi ma buoni
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bortocal15    21 agosto 2016 alle 11:55
effettivamente ho una certa tendenza documentatissima a sopravvalutare le persone al primo impatto; e l’età non mi ha ancora fatto correggere questo difetto, nonostante tutto il tempo avuto a disposizione… 🙂
comunque il tempo mi dirà se ti ho sopravvalutato oppure no: per ora mi piace quello che scrivi, che leggo spesso, anche se commento poco.
mi limito a questo; di tutto il resto di quel che siamo un contatto in rete dice ben poco, e del resto è ben difficile capirsi e conoscersi anche frequentandosi nella vita reale, figurati, e ci accorge spesso e tardi di avere completamente sbagliato giudizi (nel bene e nel male) sue persone che si frequentano anche dal vivo.
ciao, eviterò di intromettermi spesso, comunque, garantito… 🙂
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diegod56 21 agosto 2016 alle 12:00
no caro Bort, tu sei già «dentro» la piccola e qualificata pattuglia
non vorrei sembrasse snobismo, il mio, è che amo la lentezza, amo chi legge con calma, con calma ci pensa su, e poi scrive
sulla nostra umana personalità, ammesso che ne abbiamo una davvero unica e non un caleidoscopio di maschere, son convinto che da quel che uno scrive capisci molto di come è, come dire, l’incontro in carne e ossa è certo un evento bello e umano, ma «scavare» nelle frasi e nei pensieri non è che non faccia conoscere qualcuno, anzi
esempio: hai mai incontrato di persona Leopardi? per quanto io e te siamo due vecchiacci, non credo proprio, eppure molto del suo pensiero entra in noi alla lettura
insomma, la parola scritta non è un surrogato, ma è la via maestra per agguantare un’anima (in senso aristotelico, eh)
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bortocal15   21 agosto 2016 alle 23:15
grazie della risposta chiarificatrice, ma vedi come e` stato facile equivocare per me in base ad una comunicazione a distanza e virtuale…
la relazione tra le persone (cioe` tra le maschere che indossiamo per riuscire ad essere qualcuno e non un caleidoscopio cangiante) e` fondata indubbiamente sulla comunicazione.
ma la comunicazione non e` solo e neppure principalmente parola (questa sopravvalutazione del verbum e` tipicamente occidentale, o greco-cristiana).
la comunicazione dei corpi, della mimica spesso inconsapevole, della voce e degli sguardi e` fondamentale per la relazione fra le persone, io trovo.
credo di avere conosciuto l’affascinante pensiero di Leopardi, indubbiamente, ed e` talmente grande che forse l’interesse per la persona Leopardi potrebbe apparire una curiosita` secondaria.
e tuttavia la persona Leopardi la troviamo nelle testimonianze di chi lo conosciuto di persona e ce lo descrive (De Sanctis, Ranieri, e quanti altri?).
la conoscenza mentale e` importante, a volte si sente persino il bisogno che resti tale, ma non la sento completa.
scusa se ho appesantito il discorso.
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